2 agosto 2012

D.P.R. professioni quasi al traguardo

In attesa del prossimo Cdm per l’approvazione, illustriamo le modifiche auspicate.
Autore: Redazione Fiscal Focus

In vista dell’approvazione - Allora ci siamo. Con tutta probabilità già domani, durante il Consiglio dei ministri, si dovrebbe giungere all’approvazione definitiva del D.P.R. Severino comprensivo delle indicazioni delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato e del Consiglio di Stato. Ricordando che il presente decreto si identifica come l’attuazione dell’art. 3, comma 5, del D.L. n. 138/2011, che prevedeva una riforma delle professioni regolamentate entro un anno dalla sua entrata in vigore, ben si comprende l’interesse ad accelerare i tempi dimostrato sia dalla squadra esecutiva che dai diversi Ordini che attendono di apprendere in che misura verranno coinvolti dalla riforma.

Le modifiche da apportare
- Come abbiamo visto nelle scorse settimane, gli interventi dell’organo consultivo del governo e delle Commissioni Giustizia dei due rami del Parlamento, nonché le spinte a nuove modifiche avanzate dal Cup e dai vari Consigli nazionali, ha indotto a una debita riflessione da parte dell’esecutivo, che con tutta probabilità si accinge a presentare un testo arricchito da siffatti suggerimenti. Vediamo, in sintesi, quali sarebbero le modifiche basilari sulle quali dovrebbe focalizzarsi l’attenzione dei tecnici del ministro Paola Severino.

La definizione di “professioni regolamentate”
- Innanzitutto si parla di campo d’azione, ossia di platea di riferimento delle disposizioni contenute nel D.P.R. Ebbene, sia in base al parere del Consiglio di Stato, che in virtù di quanto espresso dalle Commissioni Giustizia di Aula e Senato, sarà opportuno elaborare in maniera incontrovertibile la definizione di “professioni regolamentate” alle quali si riferisce la riforma. In tal senso si dovrà meglio chiarire chi avrà accesso alla normativa in esame e dovranno essere soppressi i riferimenti a elenchi o registri di varia natura, seppur interni alle categorie.

La pratica professionale e la formazione
– Il focus sui tirocini è quello che ha maggiormente preoccupato le professioni nelle ultime settimane, prima per quel che concerne la retroattività dei 18 mesi, poi per il connubio con la formazione continua e l’obbligatorietà. I diversi Consigli nazionali, tra i quali soprattutto quello guidato da Claudio Siciliotti, hanno più volte fatto presente la necessità di non allontanare il giovane aspirante professionista dallo studio, oberandolo con appuntamenti formativi che di fatto hanno solo il compito di prolungare la fase di studio a discapito di quella di apprendimento pratico. Pertanto, seguendo le indicazioni già citate dei commissari parlamentari e dell’organo consultivo della squadra esecutiva, quest’ultima potrebbe optare innanzitutto per l’abolizione dell’obbligatorietà del tirocinio in capo a quelle professioni (come gli ingegneri) che non lo hanno mai avuto, nonché per l’indicazione dei 18 mesi come durata massima del tirocinio per le professioni i cui ordinamenti invece lo contemplano. In merito alla formazione, poi, si spera nel rinnovato intento di ripristinare il potere decisionale in merito a programmi e regolamenti agli Ordini che, in un secondo momento, potranno concertarli col Ministero competente.

I consigli di disciplina – Altro punto a lungo dibattuto è quello inerente al sistema disciplinare. Si è chiesto nelle settimane scorse che venisse lasciato intatto il sistema degli organi di disciplina con carattere giurisdizionale, pertanto l’auspicio è che anche su questo punto le indicazioni vengano recepite. In seconda battuta, è stato altresì proposto di stabilire l’ingresso di magistrati nei consigli di disciplina accanto ai membri nominati dai medesimi Consigli.

Rc professionale e pubblicità – Infine, per quanto concerne l’assicurazione professionale, che fra una decina di giorni sarà obbligatoria, sia il Consiglio di Stato che le Commissioni Giustizia del Parlamento hanno avanzato la proposta di dare ai Consigli degli Ordini locali, dei collegi e delle Casse di previdenza la facoltà di stipulare convenzioni vantaggiose per i propri iscritti con le compagnie assicurative. Infine, in merito alla questione della pubblicità, onde evitare possibili fraintendimenti o interpretazioni equivoche, il consiglio è quello di modificare la dicitura utilizzando la definizione di “pubblicità informatica”.

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