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I dottori comemercialisti ed esperti contabili nel corso del 2010 sono cresciuti, ma con moderazione. A dirlo è il rapporto annuale curato dal dott. Tommaso Di Nardo. In valore assoluto si tratta di + 1.377 iscritti per un tasso di crescita pari all’1,2%. Dato che conferma il rallentamento rispetto il del 2008.
Per il secondo anno consecutivo, ad aumentare maggiormente di numero sono i commercialisti del Nord (+582) a discapito di quelli del (+490), ma la forbice si riduce. Da sottolineare, il contributo della regione Lombardi ache da sola fornisce il 25% dell’incremento nazionale. Seconda classificata la Campania che fornisce il 17% del totale. In termini di quote percentuali il Nord (40,5%) resta l’area con il peso più rilevante, seguita dal Sud (38%) e dal Centro (21,5%). La Lombardia pesa per il 16,8% e, insieme alla Calabria, è l’unica regione che sale di quota guadagnando lo 0,1%.
Ma al di là dei numeri, altri dati rilvano: il rapporto di genere non subisce variazioni, rimanendo fermo al 70% di uomini e 30% di donne e gli iscritti fino a 40 anni sono, invece, in calo a favore della classe 51-60 anni (i primi passano dal 27 al 25% - erano passati dal 29 al 27% nel 2010 - e i secondi dal 58 al 60% - erano passati dal 56 al 58%nel 2010 -) mentre gli over 60 restano fermi al 15%.
Donne e giovani, non a caso al centro di molti dibattiti. Da poco si è conclusa la prima assise nazionale delle donne commercialiste che vogliono fornire strumenti per migliorare la Categoria e per vincere le discriminazioni che subiscono nell’esercizio della professione. I giovani invece cercano di far sentire la voce su temi come la previdenza, il ricambio generazionali. Temi che, se non affrontati, potrebbero bloccare anche la crescita della Categoria.
L’analisi per macroaree territoriali mostra, poi, come nell’Italia Meridionale si registri la più bassa percentuale di donne (28%) e la più alta percentuale di iscritti fino a 40 anni (27%). Gli unici cambiamenti della struttura per genere si sono verificati, invece, nel Nord-est che vede aumentare le donne dal 31 al 32%, nel Centro che al contrario vede diminuire le donne dal 30 al 29% e nelle Isole dove le donne passano dal 30 al 28%.
Il calo dei giovani (iscritti con 40 anni o meno) è più marcato al Sud che al Nord (- 2 punti al Sud contro la perdita di un solo punto al Nord), mentre nel Centro il dato è stabile. L’unica area a presentare entrambi i dati (donne e iscritti fino a 40 anni) superiori alla media nazionale è il Nord-est che fa registrare il 32% di donne e il 27% di iscritti fino a 40 anni. Il Sud ha la più bassa percentuale di over 60 (12%) che, invece, raggiunge il valore più elevato nel Nord-ovest (19%).
Mentre la regione con la più alta percentuale di donne iscritte è in assoluto l’Emilia Romagna (37%) che nel 2011 vede affiancarsi la Basilicata (37%).
La regione con la più bassa percentuale di donne è la Valle d’Aosta (22%) seguita dal Trentino-Alto Adige (24%) e dalla Campania (26%).
La Calabria conserva il primato di regione con la più alta percentuale di iscritti fino a 40 anni (31%). Nel 2011, alla Calabria si affianca la Valle d’Aosta che presenta la stessa percentuale di giovani.
Per quanto riguarda invece gli iscritti alle casse di previdenza, alla data del 31 dicembre 2010 e sulla base dei dati comunicati dalle casse di previdenza nel mese di aprile 2011, il numero di iscritti totali alle casse di previdenza dei dottori e dei ragionieri è pari a 86.060 (+4% rispetto a un anno prima).
Le statistiche reddituali elaborate sulla base dei dati delle casse di previdenza dei dottori e dei ragionieri e relative ai redditi 2009 presentano un’elevata variabilità territoriale. Il dato medio nazionale relativo agli 86.060 iscritti alle due casse è stato calcolato in 56.785 euro (-5,9% rispetto al 2008) di Irpef e 105.407 euro (- 5,7% rispetto al 2008) di Iva.
Il divario Nord-Sud è particolarmente pronunciato ed evidente: si va dai 76.744 euro di Irpef del Nord ai 29.012 del Sud, con un livello medio del Nord pari a più del doppio rispetto al Sud. Il divario si amplia ancora di più se si osserva il dato Irpef più elevato del Nord- ovest, pari a 80.977 euro, rispetto al dato Irpef più basso delle regioni meridionali, pari a 27.884 euro.
Rispetto all’anno precedente, il calo è più pronunciato al Nord (-5,8%) che al Sud (-2%). Calo che risulta più pronunciato nel Nord-ovest (-6,1%) rispetto al Nord-est (-5,2%). Sul piano regionale il divario assume proporzioni davvero enormi raggiungendo un rapporto di 5 a 1, con il Trentino Alto Adige al più alto livello di Irpef (102.383 euro di media) e la Calabria al livello più basso (22.563 euro di media).
Nel 2009, rispetto al 2008, le medie Irpef e Iva sono calate in tutte le regioni, ad eccezione della Calabria (media Irpef +4,2% e media Iva +1,6%) e del Molise (media Irpef +5,7% e media Iva +4,1%).
Infine, per la prima volta, il Rapporto 2011 presenta una statistica sugli iscritti al Registro del Tirocinio. Rispetto al 2009, si è verificata una variazione in valore assoluto di -507 iscritti, pari a un decremento in percentuale dell’1,9%.
Sul piano territoriale l’andamento è disomogeneo. Nel Nord-ovest gli iscritti al Registro dei Tirocinanti sono cresciuti dell’1,4%, mentre nel Nord-est sono calati del 3,3%. Il calo più forte in percentuale si verifica nelle Isole (-6,5%), mentre nelle regioni meridionali è risultato pari a -2,1%. Meno accentuato risulta, invece, il calo nel Centro (-0,7%). Sul piano regionale, le regioni con saldi positivi sono il Friuli-Venezia Giulia (+7,6%), l’Umbria (+4,4%), il Piemonte (+3,3%), la Lombardia (+1,7%), l’Abruzzo (+0,9%) e la Campania (+0,4%).