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Nuovo allarme - I commercialisti alzano finalmente la voce in maniera ufficiale e non avvalendosi delle solerti e pronte sigle sindacali, ma direttamente attraverso il Consiglio nazionale recentemente ricostituitosi. L’organo direttivo della categoria, per lungo tempo privo di una guida, ha deciso di prendere in mano i problemi degli iscritti e palesarli a chi di dovere. Lo scorso venerdì è dunque emersa una nuova difficoltà, che in realtà di nuovo non ha nulla in quanto si ripresenta ogni volta che ci si avvicina a un adempimento. In sostanza, il Consiglio nazionale ha lanciato l’allarme in merito al forte ritardo con cui l’Amministrazione Finanziaria ha reso disponibili ai contribuenti e ai professionisti le linee guida e i software necessari per l’invio puntuale e regolare delle dichiarazioni dei redditi.
Tre giorni di tempo - Un ulteriore ritardo che appesantisce il lavoro negli studi professionali, rendendo necessarie richieste di chiarimenti e rallentando le pratiche. Il tutto ovviamente non ascrivibile alla condotta dei commercialisti né a quella dei contribuenti, bensì alla scarsa chiarezza del Fisco. Infatti, considerando che la deadline è posta a domani 30 settembre, l’Agenzia ha pubblicato solo lo scorso 25 settembre (giovedì) la circolare illustrativa delle verifiche che i commercialisti devono effettuare per il rilascio del visto di conformità sui crediti IRPEF, IRES e IRAP superiori a 15.000 euro risultanti dalla dichiarazioni dei redditi, da utilizzare in compensazione. Insomma, ai professionisti sono stati concessi appena tre giorni di tempo.
Chiediamo serenità – I commercialisti, tenendo conto di quanto fin qui esposto, chiedono solo di poter lavorare in maniera tranquilla, con tutto il tempo di cui hanno bisogno per studiare ed effettuare gli adempimenti in carico ai rispettivi assistiti. Sul punto è risultato interessante il focus posto dal nuovo presidente del Consiglio nazionale. Gerardo Longobardi ha infatti sottolineato che il disappunto della categoria prende origine “dalla constatazione che l’obbligo era stato previsto nove mesi fa. Al 25 settembre la maggior parte dei Commercialisti, per rispettare il termine di presentazione del modello UNICO, ha già dovuto svolgere ‘al buio’ i controlli per il rilascio del visto, per cui le istruzioni giungono ora, purtroppo, a tempo scaduto. Il nostro auspicio è che nella prima fase di applicazione della normativa si tenga conto di questi disagi”. E si tenga altresì presente che i dottori commercialisti e gli esperti contabili arrivano a questo nuovo appuntamento con animo già sotto stress a causa delle beghe legate al capitolo Imu/Tasi ancora, tra l’altro, da risolvere. Il Consiglio nazionale, da parte sua, non è nuovo a questo genere di segnalazioni, in quanto i ritardi stanno caratterizzando da troppo tempo i rapporti tra categoria e Fisco, costringendo gli studi a tour de force immani e spesso marcati da una costante atmosfera d’emergenza. Un tale stato di cose influenza in maniera negativa la relazione coi clienti/contribuenti/cittadini. L’auspicio della categoria, a parere di Longobardi, è “che i rinnovati vertici di Agenzia delle entrate e Commercialisti possano aprire una nuova stagione di ascolto reciproco, che tenga finalmente conto dei principi fondamentali dello statuto dei contribuenti”. Pertanto il leader dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a nome dell’intera professione, chiede la creazione di “condizioni minime per un sereno ed ordinato svolgimento del nostro lavoro, eliminando incertezze e ritardi come quelli che stiamo ancora una volta vivendo in queste ore. Si tratterebbe di una svolta che avrebbe effetti positivi su tutto il sistema, perché un fisco con regole e scadenze certe sarebbe utile non solo ai commercialisti, ma a tutti i contribuenti italiani”.