25 maggio 2011

Donne, oltre le gambe c’è di più

I comitati, 52 in tutto, si sono incontrati per discutere della componente femminile della professione

Ieri a Roma, la prima assise nazionale delle donne commercialiste: confronto, condivisione e proposte
Autore: Susanna Lemma

Sarà anche la prima assise nazionale delle donne commercialiste, quella che si è svolta a Roma, ma ad aprire l’incontro è, pur sempre, un uomo: il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti. “Sono l’unico uomo nel mio studio professionale, conosco la qualità del lavoro e la determinazione delle donne commercialiste”, esordisce. L’invito del presidente Siciliotti alla platea tutta al femminile, o quasi – perché qualche professionista uomo, con coraggio, è venuto a rendere omaggio a questa assise nazionale – è stato di non sindacalizzarsi. “I comitati per le pari opportunità non devono porre in essere un testa a testa con la componente maschile, ma arricchire e preparare la nostra Categoria ad accogliere le sfide future, come è successo per la legge bipartisan sulla presenza delle donne nelle società quotate e pubbliche. Disegno di legge che purtroppo sembra arenarsi”.
Anche se il Parlamento rallenta i lavori, resta indiscussa la puntualità con cui l’Ordine si è fatto trovare pronto al dialogo su questo tema”. A sottolinearlo è Maria Luisa Cantaroni, presidente della Commisione Pari opportunità. Mentre Giulia Pusterla, Consigliere delegato alle pari opportunità – nonché unica donna nel Consiglio Nazionale – spiega che "ad essere discriminato è il Paese e non solo le donne. Le legge serve ad evitare discriminazioni e non a favorire. Oggi sono le donne, domani sarà qualcun’altro. Questo deve essere il nostro spirito”.
Giulia Caminiti, presidente del comitato pari opportunità offre alla platea una nuova prospettiva: “quelle che sono etichettate come difficoltà per la professione tipicamente femminili, penso ad esempio alla maternità, sono valori e opportunità per la comunità”. A pensarci su quasi ci si sorprende, ma la realtà è proprio questa: purtroppo, a volte, sono le stesse donne a pensarsi e vedersi con occhi maschili. Servirebbe più sicurezza e consapevolezza di quello che è un ruolo in più nella società e non una possibilità in meno.

Donne agguerrite quelle riunite ieri al residence Ripetta? Niente affatto. Sono donne di tutte le età, femminili e preparate che vogliono assumersi le loro responsabilità e fornire il loro contributo alla società. Uomini, non sentitevi minacciati: la sfida non è contro di voi, ma con loro stesse, per riprendersi quello che spetta loro in qualità di cittadine, elettrici e professioniste. Preparatevi, piuttosto, ad ascoltare metafore culinarie e non più – meglio non solo – calcistiche.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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