15 giugno 2012

Entratel e notai: un matrimonio che non si doveva fare

Cresce la polemica tra i commercialisti che non vedono di buon occhio la scelta dell’Agenzia.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’inclusione dei notai - Dall’11 giugno dell’anno in corso, in seguito di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, i notai potranno provvedere all’invio telematico delle dichiarazioni fiscali. Tale categoria, infatti, è stata inserita nell’elenco dei soggetti abilitati illustrato dal Dpr n. 322/1998, art. 3, comma 3, lettera e). I notai quindi potranno avvalersi dello strumento Entratel al fine di trasmettere al Fisco le dichiarazioni dei clienti. In merito, l’Amministrazione finanziaria ha dichiarato che “la trasmissione telematica dei notai è attribuita ai sensi dell'art. 3, comma 3, dpr 322/98, analogamente a quanto disposto in favore degli agronomi, avvocati tributaristi, consulenti fiscali ecc. e concerne principalmente atti che rientrano nell'ambito della loro attività professionale (atti che hanno redatto o ricevuto)”.

Il parere dell’Aidc - Il punto di vista del presidente dell’Associazione italiana dottori commercialisti, Marco Rigamonti, è chiaro. Secondo il leader della sigla di categoria, tale decisione è frutto di una sostanziale confusione che è oggi diffusa nel mondo delle professioni. “I commercialisti sono una delle poche categorie ordinistiche a non avere esclusive, per di più in un momento dove il rapporto tra fisco e contribuente diventa sempre più centrale per la vita del paese continuiamo ad assistere a una concorrenza diretta e indiretta preoccupante”.

Gli umori dell’Anc – Non di diverso avviso è il presidente dell’Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, secondo il quale non vi è una logica chiara alla base di una siffatta decisione. Infatti Cuchel ritiene che se l’estensione dell’abilitazione a Entratel si fosse riferita solo alle denunce di successione, allora non vi sarebbe stata alcuna contrarietà, perché si sarebbe trattato comunque di un ambito operativo proprio dei notai. “Allargare il campo a tutti modelli dichiarativi è una cosa che stride con la funzione stessa del notaio. Anche perché è difficile immaginare il dipendente o il pensionato che va dal notaio per trasmettere la dichiarazione. Se fosse confermata questa teoria faticheremmo davvero a comprenderne il fine”, ha spiegato Marco Cuchel.

Il fronte Adc – Anche l’altra sigla sindacale della categoria, l’Associazione dottori commercialisti, ha fatto sentire la propria voce. Dal canto suo, il presidente Vilma Iara sostiene che la scelta dell’Amministrazione finanziaria nasce dal fatto che non si è ritenuto opportuno confrontarsi con la categoria. “E’ l'effetto di scrivere provvedimenti senza un confronto preventivo. Chi opera sul territorio sa bene che l'invio di un modello dichiarativo presuppone anche altre attività. Dovrebbero essere i notai stessi a dirsi contrari a un ruolo che è lontano dalla loro professione”, ha concluso.

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