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Nuova modulistica Equitalia - Novità all’orizzonte per i professionisti non iscritti alle categorie ordinistiche. Nella giungla di adempimenti, oneri e aggravi imposti da Equitalia, il concessionario della riscossione ha riconosciuto il ruolo dei liberi tributaristi inserendoli tra i soggetti ai quali il contribuente può rivolgersi ai fini dell’asseverazione degli indici di liquidità. A tal proposito, nella nuova modulistica diffusa, l’ente incaricato dall’Amministrazione finanziaria ha inserito uno specifico punto individuabile nella lettera d) e caratterizzato dalla dicitura Tributaristi depositari di scritture contabili.
Il ruolo dei tributaristi - Ma quest’aggiunta nei moduli e il connesso riconoscimento dei ruoli dei liberi tributaristi non è l’unico aspetto innovativo proposto da Equitalia. A ben vedere, con la direttiva n.7, dell’1 marzo 2012, l’ente incaricato per la riscossione a spostato a 20.000 euro (dagli originari 5.000) il limite massimo per quel che concerne l’ammontare utile ai fini del conseguimento della rateazione automatica dei debiti. A ciò si potrà accedere previo inoltro di una specifica istanza con dettagliata motivazione. Questo per quel che concerne, come abbiamo visto, per le pendenze pari o inferiori ai 20.000 euro, mentre per le soglie in eccesso a tale quota, la rateazione avverrà solo in seguito a un parere affermativo determinato da un approfondito esame circa la verifica della situazione di difficoltà economica. Il punto della direttiva che riguarda più nello specifico i tributaristi concerne il limite di debito da rateizzare la cui determinazione degli indici di liquidità dovrà essere confermata dai professionisti abilitati, che comprendono anche i tributaristi. Questa soglia passa da 25 mila euro a 50 mila euro.
La vecchia normativa - Non quattro anni fa, nel maggio del 2008, con la direttiva di gruppo DRS/NC/2008/017, Equitalia aveva tracciato delle linee guida volte a dedurre la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. In tali indicazioni i tributaristi erano esclusi dall’elenco dei professionisti che avevano l’incarico di trasmettere gli indici di liquidità nelle istanze di rateazione da parte di società o ditte individuali. Secondo la posizione originaria dell’ente, autorizzati alla comunicazione erano esclusivamente i professionisti iscritti nel registro dei revisori contabili e agli albi dei dottori commercialisti, avvocati o ragionieri commercialisti.
I tributaristi - L’attuale modifica e l’inclusione dei liberi tributaristi nel novero dei professionisti abilitati alla comunicazione e al vaglio dell’effettiva situazione di difficoltà sono elementi giudicati come enormi passi in avanti nel campo professionale. “Rendiamo plauso al ravvedimento dell’agenzia della riscossione – ha commentato il leader dei liberi tributaristi italiani, Roberto Falcone - Abbiamo sempre sostenuto che la previsione contenuta nella direttiva era una prassi priva di fondamento giuridico. Anche le commissioni tributarie sono giunte più volte a sconfessare, nei casi di trattazione delle istanze di dilazioni dei debiti a ruolo, i contenuti di tali documenti in quanto non supportati da alcun provvedimento normativo. In questo rinnovato spirito di collaborazione, la Lapet offre la sua piena disponibilità, al fine di facilitare, in ogni forma opportuna, il delicato compito della riscossione delle imposte. L’azione della Lapet, diretta a superare definitivamente la pretestuosa confusione generata dalla direttiva DSR/NC/2008/017 ha raggiunto il suo obiettivo. La comunicazione di tali indici non è un’attività espressamente riservata dalla legge, pertanto è da ritenersi libera ed espletabile anche dai professionisti non iscritti ad albo”.