16 novembre 2011

Fondazione Commercialistitaliani: i commercialisti per una sana riforma fiscale

La Fondazione s’incontra il 18 novembre a Pisa per l’ottavo convegno “Pacchetto professioni”. La riforma fiscale è una priorità, coesione e cooperazione gli strumenti da mettere in atto.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il convegno della Fondazione - Appuntamento al 18 novembre per i commercialisti aderenti alla Fondazione Commercialistitaliani, che a Pisa terrà l’ottava edizione del forum “Pacchetto professioni”. Sarà un’occasione di confronto sui temi attuali quali manovre economiche e legge di stabilità, questo è quanto annunciano gli stessi organizzatori. Nello specifico, ai convenuti verranno richieste riflessioni e pareri per quel che concerne una possibile bozza di riforma fiscale della quale, secondo la Fondazione, il nostro Paese ha urgentemente bisogno, anche alla luce dei disequilibri che stanno investendo negli ultimi periodi l’Italia.

Riforma fiscale - La proposte della Fondazione in merito a un testo abbozzato di riforma fiscale sono fondamentalmente tre e rispecchiano le esigenze poste in evidenza, in questi mesi, dai commercialisti. In prima battuta, la priorità individuata dalla Fonazione è quella di riscoprire un nuovo rapporto tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti, irrobustendone la qualità e la fiducia tra le parti. Secondariamente, un’ulteriore istanza dei commercialisti italiani riguarda la necessità di sgravare la pressione tributaria, che attualmente ha quasi raggiunto il 50%; in merito a ciò la Fondazione propone nuove agevolazioni per le famiglie e i giovani, con occhio di riguardo ai nuclei più deboli ed economicamente svantaggiati. Questo secondo insieme di proposte contempla anche un’auspicabile contrazione della pressione fiscale sul lavoro deviandola sui patrimoni immobiliari e finanziari. Infine, l’ultimo focus posto dalla Fondazione Commercialistitaliani è quello concernente l’esigenza di rendere meno impregnato di inutile burocrazia il sistema fiscale, evitando comunque radicali cambiamenti per almeno tre anni al fine di favorire l’investimento di capitali stranieri e italiani.

Gli auspici della Fondazione - La riflessione avanzata dalla Fondazione nasce dal resoconto delle traiettorie contrastanti che hanno caratterizzato l’Italia nell’ultimo periodo e che, più da vicino, nella maggior parte dei casi hanno riguardato proprio la categoria. L’attenzione pretesa e manifestata dalla Fondazione si pone sulle emerse insoddisfazioni da parte dei commercialisti del nostro Paese davanti alle disposizioni governative che, per certi versi, hanno destabilizzato le certezze professionali, gettando in un baratro di incomprensioni e malcontenti l’intero ordine. Le speranze dei commercialisti si riversano, quindi, in un Fisco nuovo, possibile e sostenibile, che vagli le esigenze delle Casse erariali ma anche le richieste degli stessi commercialisti che hanno bisogno di esser riconosciuti come figure competenti e indispensabili, non nemiche dello Stato, bensì a tutela dei clienti. La Fondazione indica la strada di un “cambio di rotta radicale” che approdi ad una nuova era fiscale ed economica, nella quale si istauri tra commercialisti, cittadini e Amministrazione finanziaria un rapporto meno complicato, scevro dei cavilli che finora hanno ostacolato il dialogo. Per tali ragioni, la Fondazione spinge non verso una lotta di tutti contro tutti, ma alla volta di maggiori sacrifici che siano mirati al condiviso obiettivo di crescita del Paese, del bene comune e delle regole sociali ed economiche.

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