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La geografia giudiziaria - Ancor prima della costituzione, il nuovo governo è destinatario, insieme al Parlamento, delle richieste inoltrate dal Consiglio nazionale forense e dall’Oua in merito alla geografia giudiziaria. L’appello dei due organismi di riferimento degli avvocati italiani chiede che si disponga senza indugiare ulteriormente una ‘necessaria e congrua proroga’ del termine di entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria. La data infatti è stabilita per il 13 settembre 2013, giorno in cui ben 31 Tribunali ad oggi esistenti e 220 sezioni distaccate cesseranno le rispettive attività.
La lettera del Cnf - Nella lettera che il Consiglio nazionale forense ha inviato al Guardasigilli Paola Severino, l’organismo di rappresentanza dell’avvocatura sottolinea come la norma sia stata oggetto di non pochi ricorsi di incostituzionalità presentati alla Corte Costituzionale. Si ricorda altresì che, proprio a ridosso dell’entrata in vigore, ossia il prossimo 8 settembre, la Consulta discuterà la questione di legittimità del D.Lgs. 155/2012 sollevata dal Tribunale di Pinerolo, aprifila della lunga sequela di pendenze. In ragione di questa estrema vicinanza e alla luce dei pareri discordi, il Consiglio nazionale forense ha pertanto avanzato l’ipotesi di aspettare le decisioni della Consulta in merito a tutte le questioni pendenti prima di procedere all’attuazione del rinnovo della geografia giudiziaria sopprimendo Tribunali che, dopo la decisione della Consulta, potrebbero essere salvati. Allo stesso tempo nella missiva l’organo di rappresentanza della categoria chiede che venga promosso un progetto di revisione della geografia giudiziaria che, contrariamente a quello attuale, di garanzia del pieno esercizio della funzione giurisdizionale. Altri elementi legati alle disposizioni di soppressione di determinati Tribunali e delle sezioni staccate che non trovano il beneplacito del Cnf riguardano, ad esempio, le autorizzazioni dei trasferimenti di giudici togati dagli uffici sopprimendi ad altre sedi extradistrettuali. Questa è, a parere del Consiglio, una ‘circostanza ancor più discutibile e grave’ che desta preoccupazioni sia agli avvocati che ai cittadini. Altra segnalazione inoltrata dal Cnf al Ministero della Giustizia riguarda il fatto che i giudici del lavoro stanno affrontando numerosi ricorsi da parte di dipendenti amministrativi contro la procedura di interpello e che vi sono molte questioni pendenti davanti ai giudici di merito e di legittimità.
Manifestazione Oua – Come abbiamo visto, il Consiglio nazionale forense non è solo in questa battaglia, poiché può avvalersi dell’appoggio di una delle maggiori sigle sindacali della categoria: l’Organismo Unitario dell’Avvocatura. L’Oua ha infatti organizzato per il prossimo 6 aprile un meeting di levatura nazionale che si svolgerà a Roma. L’intento è quello di manifestare contro la soppressione di ben mille uffici giudiziari, taglio che è stato largamente giudicato irrazionale e contrario ai principi costituzionali. Al malcontento nei confronti della norma, l’Oua aggiunge quello in merito ai Presidenti di Tribunale che, in anticipo rispetto ai già discutibili tempi di attuazione, stanno centralizzando competenze e procedimenti finora di pertinenza delle sezioni distaccate. In definitiva, anche l’Oua come il Cnf, pensa che sia molto più costruttivo attendere le decisioni dell’8 settembre, piuttosto che velocizzare procedure che poi potrebbero essere definitivamente giudicate incostituzionali.