27 novembre 2012

Giovani e professioni: rapporto difficile

Come accedere e rimanere a galla nel mondo professionale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le professioni al giorno d’oggi - Ma quanto è difficile diventare un professionista? A chiederselo sono migliaia di giovani studenti italiani che hanno nel cassetto il sogno di diventare commercialista, avvocato, notaio o ingegnere. Ebbene, una risposta a siffatto quesito è stata dedotta da un’indagine recentemente condotta da Rete delle professioni in collaborazione con Unico, una delle sigle sindacali alla quale fanno riferimento i dottori commercialisti e gli esperti contabili. Il primo dato proposto da tale indagine riguarda il fatturato complessivo del settore professionale, che è diminuito in media del 40% rispetto ai riscontri precedenti. Questo significa che oggi le prospettive dei liberi professionisti non rispecchiano le medesime che potevano aprirsi dieci o vent’anni fa. Quindi le difficoltà emergono non solo per quel che concerne l’ingresso, quanto anche in merito al mantenimento della propria attività professionale in un mercato sempre più ostico.

L’accesso – In materia d’ingresso nel mondo professionale molto ha pesato la recente riforma degli ordinamenti, il cosiddetto D.P.R. Severino, che ha ridotto gli anni di pratica (per il comparto economico-giuridico), i quali sono passati dai due anni ai 18 mesi, dei quali i primi sei possono verificarsi in concomitanza con gli studi universitari. Un passo avanti che, da un lato, facilita l’ingresso, dall’altro, modifica in maniera sostanziale la fisionomia del giovane professionista. In aggiunta a ciò, dopo aver superato l’esame di Stato, ogni singolo iscritto a una categoria, sempre secondo la nuova riforma, sarà tenuto ad assolvere agli obblighi formativi pena poi l’illecito disciplinare.

La pubblicità
– Introdotto nel 2006 col decreto Bersani, il principio di pubblicità è stato rafforzato dal citato D.P.R. Severino. In base a una siffatta disposizione, i professionisti potranno fare pubblicità ai titoli di cui sono in possesso, alle competenze acquisite tramite specializzazione e ai compensi richiesti (una volta abrogate le tariffe), tutto ciò con l’unica clausola della veridicità e della correttezza. In questo, infatti l’illecito disciplinare andrà di pari passo con la violazione delle direttive europee sul codice del consumo e della pubblicità ingannevole.

I giovani e gli aiuti dalle Casse
– Come abbiamo visto, se si è snellita la procedura d’accesso alle categorie professionali, allo stesso tempo rimane difficile restare a galla. Pertanto ben si inseriscono le recenti misure portate avanti dai diversi istituti previdenziali a sostegno dei giovani professionisti. Nello specifico, per quel che concerne dottori commercialisti e ragionieri commercialisti, le modalità operative sono differenti. Nel primo caso, la Cnpadc fa da tramite per ottenere un importo massimo calcolato in base a delle specifiche convenzioni con un dato istituto bancario. Il giovane dottore commercialista, quindi, manterrà il rapporto esclusivamente con la banca che erogherà il prestito in base alle suddette convenzioni e pretenderà la restituzione a mezzo rateale. Nel secondo caso, la Cnpr garantisce una copertura pari al 100% degli interessi sui prestiti erogati dalla banca fino a un massimo di diecimila euro e per beneficiari di età inferiore ai trentotto anni. L’erogazione avverrà per mezzo di rimborso diretto degli interessi passivi da parte dell’ente previdenziale, mentre la restituzione sarà un contributo a fondo perduto.

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