Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Le difficoltà dei giovani professionisti - Età differenti, epoche post-moderne… ma problemi di sempre. In sostanza, per i giovani professionisti risulta sempre più difficile affermarsi. E le criticità aumentano soprattutto alla luce dell’instabile contesto economico nel quale oggi si trovano a operare. Quali sono le soluzioni? Ebbene, il giovane professionista dell’era attuale è costretto a rimboccarsi le maniche e far da sé quello che i colleghi più anziani hanno potuto distribuire tra collaboratori con diverse competenze.
I giovani commercialisti tuttofare - “Uno studio piccolo e non strutturato, nonostante faccia degli sforzi dal punto di vista dei costi, ha bisogno di ricevere i propri compensi, ma i tempi di riscossione delle parcelle sono molto lunghi sia nel privato che nel pubblico. Tutto ciò comporta che il professionista è costretto a finanziare la propria attività e può farlo solo se ha accumulato qualcosa negli anni passati, altrimenti si trova in grossa difficoltà”. A dirlo è Raffaele Marcello, leader dell’Unagraco. Da questa affermazione chiara e concisa vien fuori che i problemi sono sempre gli stessi. Il cliente chiede competenza, ma la competenza costa, quindi il professionista deve spendere per investire su se stesso. Chi paga? Di certo non il cliente o almeno non lo fa in tempi celeri. Ora, se un professionista già in carriere riesce in qualche modo a fronteggiare una siffatta situazione, per il giovane la gestione appare a dir poco complicata. Anche perché si troverà costretto a lavorare senza incassare. “In un periodo di crisi – continua Raffaele Marcello – è difficile che vengano avviate nuove attività. I clienti, se decidono di cambiare il commercialista, è perché hanno avuto qualche problema o perché non sono riusciti a pagare la parcella”. La soluzione? Per il presidente dei giovani ragionieri commercialisti ve n’è una sola ed è quella che molti suoi giovani colleghi stanno facendo propria. In sostanza, i professionisti alle prime armi finiscono col fare tutto da soli. “Non solo la propria professione, ma anche il lavoro di segreteria e di aggiornamento”, conclude Raffaele Marcello.
Una professione a zero liquidità – Quando un giovane professionista si affaccia sul mondo del lavoro, spesso non ha alle spalle la liquidità necessaria che si rivelerà poi utile per fronteggiare le varie crisi. In altri termini, è proprio questa situazione di “scopertura” che genera la maggior parte degli ostacoli sui quali inciampano i giovani professionisti. In primo luogo, per quel che concerne le spese fisse, è sempre più frequente il fenomeno che induce i giovani a spostare la sede dello studio presso la propria abitazione, in questo modo si evitano i costi relativi a elettricità, affitto e altre spese fisse. Un altro consiglio che in questo periodo può far comodo è quello di puntare sull’associazionismo. Dividere le spese con i colleghi, soprattutto quelle che abbiamo indicato come fisse, può alleggerire il peso che altrimenti il giovane professionista avrebbe dovuto sopportare da solo.