Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
L’inaugurazione - Si è svolta lo scorso 28 febbraio la cerimonia inaugurale del nuovo anno della giustizia tributaria. A Roma si sono incontrate le massime cariche che ruotano intorno a questa branca della giustizia italiana e sono state delineate proposte e auspici finalizzati al miglioramento e allo snellimento delle procedure che la caratterizzano.
L’intervento dei commercialisti - In rappresentanza dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è intervenuto il presidente dell’Ordine capitolino, Mario Civetta, che da quando si è insediato alla guida del presidio di categoria ha impiegato le proprie forze e quelle dell’intero Consiglio direttivo nel rappresentare al meglio non solo il proprio Ordine, bensì l’intera platea degli iscritti all’Albo. Il punto del presidente Civetta sulla giustizia tributaria è abbastanza chiaro e racchiude le speranze e le posizioni di buona parte dei commercialisti italiani. “La giustizia tributaria è chiamata ad un ruolo decisivo nell’assetto generale della finanza pubblica in un momento estremamente delicato per le sorti economiche e sociali del Paese, dove la crisi si salda con la necessità di un sacrosanto recupero dell’evasione fiscale”, ha esordito il presidente dell’Ordine romano.
I temi – Il sistema della giustizia, soprattutto quello che riguarda il campo tributario, ha evidente necessità di un’accurata e radicale rinnovazione e revisione. Nel proprio intervento di giovedì scorso Civetta ha delineato i punti che andrebbero potenziati e sui quali si potrebbe tracciare una bozza di ‘riforma’ del sistema. Il presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Capitale si è dunque soffermato su temi quali il ruolo dei giudici tributari, la deflazione del contenzioso tributario, il nuovo redditometro, l’abuso del diritto e antieconomicità, la concentrazione della riscossione nell’accertamento e il processo tributario telematico. Sulla base di questi punti si è andata snocciolando la proposta di svecchiare la giustizia tributaria, incrementandone l’efficienza e potenziandone il ruolo di giudice terzo e imparziale, veste che tra l’altro è costituzionalmente prevista.
Il contenzioso tributario – Il punto focale sul quale sarebbe opportuno soffermarsi al fine di giungere a un effettivo cambiamento è il contenzioso tributario. Su questo aspetto il presidente Civetta si è lungamente soffermato dichiarando che risulta quanto mai necessario “rafforzare gli strumenti che favoriscono la deflazione del contenzioso tributario a cominciare dall’accertamento con adesione e dalla conciliazione giudiziale”. Se l’obiettivo è quello di modernizzare e snellire la procedura del contenzioso tributario, allora occorrerà individuare le linee direttive sulle quali muoversi, che per il presidente dell’Odcec romano possono essere dedotte solo a monte della soluzione di problematiche fondamentali proprie della giurisprudenza, quali ad esempio l’abuso del diritto. “Serie perplessità continua a suscitare l’abuso del diritto - ha continuato Mario Civetta - uno spauracchio che negli ultimi anni agita la vita delle imprese e dei professionisti che le assistono, dopo l’orientamento espresso a partire dal dicembre 2008 dalla Cassazione a Sezioni Unite. A questo punto, più che auspicare un ripensamento da parte della Cassazione delle sue posizioni (cosa che mi sembra stia avvenendo proprio con le più recenti sentenze rese) è ormai ineludibile che la soluzione definitiva venga offerta dal legislatore con coraggio e senso della misura”.