22 novembre 2012

Gli avvocati al Ministero

Dall’incontro col Guardasigilli importanti novità su parametri e accesso. Dubbi su mediaconciliazione.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’incontro - Lo scorso martedì, com’era stato annunciato, l’Oua ha incontrato il Guardasigilli Severino per intavolare una discussione in merito al progetto di revisione dei compensi degli avvocati. Alcuni punti sono stati recepiti dalla sede ministeriale e convogliati alla volta di un aggiornamento del testo sui parametri. Vediamo ora, in breve, su quali questioni si è focalizzato l’incontro.

I punti vagliati -
La stessa associazione degli avvocati ha fatto sapere che il ministro Severino è stato positivamente colpito da temi che possono esser definiti alla stregua di pietre miliari indicate dalla categoria forense. Tra siffatti punti si delineano la maggiorazione dei valori per il procedimento monitorio e per l’atto di precetto, l’introduzione di una voce di compenso indicata sotto la categoria di “spese generali”, e infine la soppressione della norma che considera l’assenza di preventivo di massima quale prova di valutazione negativa ai fini del calcolo della liquidazione condotto dall’organo giurisdizionale preposto (quest’ultimo punto svincola di fatto l’avvocato dal presentare un preventivo scritto). Su questi punti il Guardasigilli ha garantito una riflessione e una conseguente revisione del capitolo “parametri”. Inoltre, i nuovi parametri saranno comprensivi anche di altre proposte emerse proprio in occasione dell’incontro tenutosi lo scorso martedì. Sono infatti quattro i punti ulteriori sui quali si baserà l’aggiornamento. In prima battuta, la categoria forense ha chiesto e ottenuto la possibilità di prevedere un sistema più esatto di parametrazione per quel che concerne lo scaglione con valore superiore a un milione e mezzo di euro; in seconda analisi, verrà introdotta la soppressione della cosiddetta “fase esecutiva” al posto della quale verrà inserita una voce autonoma per il processo esecutivo. Per concludere si è parlato di ridurre ulteriormente il già contratto compenso fino alla metà stabilita dagli articoli 9, 10 e 12 comma 5 e di cancellare il quinto comma del quarto articolo che aveva introdotto una maggiorazione della parcella nell’eventualità che la conciliazione fosse stata conseguita.

Accesso e mediaconciliazione – Oltre alla questione, abbastanza corposa, dei parametri, altri due sono stati i temi che l’Oua ha discusso con il ministro Paola Severino. Si tratta dell’accesso alla professione e dell’istituto della mediaconciliazione. Nel primo caso, il dicastero avrebbe intenzione di presentare tre proposte di sbarramento per l’accesso alla professione, queste verranno sottoposte alle varie associazioni forensi. In sostanza, due modalità di scrematura andrebbero a incidere sul corso di laurea; si basano entrambe sul principio del numero chiuso, prevedendo tre o quattro anni comuni per gli iscritti a giurisprudenza e poi uno o due a numero chiuso per gli studenti che abbiano seriamente intenzione di diventare avvocati, notai o magistrati. La terza proposta imporrebbe il numero chiuso post-laurea, vale a dire per l’accesso alle scuole di specializzazione o a quelle amministrate dal Cnf. In ogni caso, le associazioni di categoria sono state invitate dal Ministero a dare una risposta preferenziale in breve tempo, in maniera tale da poter procedere all’approvazione della modifica. Il capitolo mediaconciliazione è quello che desta maggiori preoccupazioni, in quanto sembrano sempre più lontani i tempi del voto che potrebbe reintrodurre l’obbligatorietà dell’istituto. In ogni caso, il Guardasigilli non ha dato una risposta certa da parte della fonte esecutiva. Si rimane quindi in attesa di informazioni più sicure e definite.

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