9 agosto 2012

Il D.P.R. visto dai giovani commercialisti

L’Ungdcec fa il punto sulla riforma
Autore: Redazione Fiscal Focus

I limiti ai giovani - La giunta dell’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili ha recentemente dichiarato di apprezzare il D.P.R. delle professioni, approvato la scorsa settimana, pur segnalando alcuni limiti a tutto svantaggio dei giovani professionisti. In sostanza, i dirigenti dell’Unione ritengono fallito l’impegno dimostrato dagli organi preposti, quali Governo, Parlamento, Cup e Consigli nazionali, al fine di dare maggior spazio e rilevanza ai giovani professionisti o aspiranti tali, in quanto nessuno tra siffatti soggetti ha fatto proprio “il reiterato invito a prevedere espressamente la rimozione, ovunque previste, delle norme ordinamentali che limitano la partecipazione attiva alla vita di categoria al possesso di requisiti minimi di anzianità di iscrizione all'Albo”. Nello specifico, la sigla sindacale guidata da Eleonora Di Vona, ha inteso sottolineare che molti sono gli Ordini all’interno dei quali la partecipazione giovanile alla vita politica, in qualità di elettorato passivo e attivo, è altamente limitata. E per l’Unione, l’ordinamento professionale al quale fanno riferimento i dottori commercialisti e gli esperti contabili è proprio uno di questi.

Limiti di anzianità – In fase di discussione, dai ranghi professionali s’erano levate all’unisono non poche voci che chiedevano l’eliminazione dei vincoli di anzianità. Azione, questa, che sarebbe risultata quanto più opportuna. Purtroppo, nel caso della formazione, il testo definitivo del regolamento di riforma, pur avendo molti aspetti positivi, non contempla tale soppressione. Anzi, la sigla sindacale alla quale fanno riferimento i giovani dottori commercialisti ed esperti contabili sottolinea che “il DPR generalizza addirittura a fattor comune di tutti gli ordinamenti professionali la scellerata previsione che inibisce, agli iscritti con meno di cinque anni di anzianità, la possibilità di formare tirocinanti”.

Tirocinio e revisori –
Su questo punto, la giunta dell’Unione giovani esprime piena soddisfazione, rimanendo comunque in attesa di ulteriori formule attuative. Nello specifico si ricorda che le normative europee in passato hanno determinato la durata di 36 mesi per il periodo di pratica da effettuare per accedere alla revisione legale. Ora, nella nota integrativa che accompagna il testo del Decreto approvato lo scorso venerdì “il problema del raccordo, tra il dimezzamento a 18 mesi del tirocinio professionale e la norma di derivazione europea che impone il mantenimento a 36 mesi del tirocinio per revisore legale” non è stato incluso. Il motivo risiede nel fatto che la revisione legale non è intesa come una professione, piuttosto in qualità di funzione in capo alla professione del commercialista, per tale motivo non si è al cospetto di “materia che può trovare spazio in un DPR che riguarda solo le professioni”. A questo punto, però, l’auspicio dei membri della dirigenza dell’Unione è che nei provvedimenti che andranno a rendere operativo quanto disposto del D.Lgs. n. 39/10 si delinei “la giusta soluzione tecnica per consentire che, ferma restando la diversa durata del periodo prodromico alla possibilità di iscrizione all'Albo e sul registro, rimanga possibile accedere ad entrambi sostenendo un unico esame di Stato”. Se così non dovesse essere, il parere è che per i giovani dottori commercialisti l’approdo alle diverse specificità della professione possa divenire sempre più arduo.

Formazione, Rc e consigli disciplinari – La previsione di un rinnovato ruolo chiave nel campo della formazione attribuibile all’Unione nella sua veste di associazione sindacale di categoria, è già elemento utile a far recepire in maniera positiva la disposizione che parrebbe attribuire ai Consigli nazionali la gestione centrale dell’accreditamento diretto. Seguendo una tale opportunità, anche le sigle sindacali potranno avere una funzione chiave offrendo occasioni formative sul territorio a non pochi colleghi. “E' evidente che un sindacato come l'Unione Giovani potrà finalmente riappropriarsi di un ruolo che, talvolta, alcune poche, ma per questo ancora più incomprensibili posizioni di Ordini locali hanno episodicamente cercato di sottrarle o quanto meno di comprimere”, sottolinea la giunta dell’associazione. In parallelo a tale approvazione dei provvedimenti governativi, l’Unione vede di buon grado il rinvio di un anno dei termini per la stipula dell’assicurazione professionale, che ricordiamo sarebbero dovuti scadere all’inizio della prossima settimana. La posizione dell’associazione sindacale, come scrivono i membri della giunta, non è dovuta al fatto che “i giovani commercialisti credano che un professionista possa prescindere da una adeguata copertura assicurativa, ma perché sono convinti che si renda necessario tarare meglio questo obbligo e i suoi conseguenti oneri quando si tratta di valutare la posizione di giovani professionisti che operano come collaboratori all'interno di studi altrui”. Infine, sui consigli disciplinari, la sigla guidata da Eleonora Di Vona sostiene che in merito alla costituzione degli stessi bisognerebbe “adeguatamente valorizzare anche quei colleghi che hanno ampiamente dimostrato il loro spirito di servizio verso la categoria impegnandosi, senza beneficio diretto alcuno, in seno a un'Associazione che da oltre quarant'anni pone al centro della propria azione valori etici e di continuo rinnovamento dei suoi vertici nazionali e locali”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy