27 luglio 2016

IL DIFETTO DI RAPPRESENTATIVITA’ DEI FUTURI ELETTI

Si fonda su un semplice enunciato il passo saliente del documento che, nel tardo pomeriggio di ieri, il Coordinatore della Federazione gli Ordini di Calabria e Basilicata ha fatto pervenire al Ministero della Giustizia, ritornando ancora una volta sulla questione dell’inadeguatezza dei termini fissati per lo svolgimento della prossima competizione elettorale.
Partendo dalla premessa che, dovendosi procedere alle elezioni per il rinnovo degli Ordini territoriali nei giorni 3 e 4 novembre, con preliminare deposito delle relative liste entro il 3 ottobre, “viene da sé” – si legge nel documento – “che i neoeletti Consigli dell’Ordine non possano partecipare alla formazione delle liste per il rinnovo del Consiglio Nazionale, che devono invece essere depositate entro il 1° ottobre, e dunque in data antecedente alla loro designazione ed al loro insediamento”. Un dato di fatto di tutta evidenza, quindi, che determina - come pure si legge nel prosieguo del documento – che, dovendo allora procedersi alla formazione delle liste non ad opera dei Consigli neoeletti ma dei Consigli in scadenza, ci si esporrebbe ad una carenza di rappresentatività, proprio perché a crearle sarebbero componenti il cui mandato sta per estinguersi e senza alcuna certezza di rielezione. Il tutto con l’aggiunta di un ulteriore carattere di divergenza determinato dalla riforma della geografia giudiziaria, che interessa il 10% degli Ordini territoriali.
Il difetto ancor maggiore scaturente da un tale infedele rapporto di rappresentatività sarebbe l‘affossamento del presupposto “che codesto Ministero” - si legge ancora nel documento – “ha enunciato (nella nota dello scorso 31 marzo, ndr) nel richiedere che il Consiglio Nazionale “costituisca la più fedele espressione della nuova composizione degli Ordini”.”
Quale rappresentatività possa dunque esserci ove manchi una coincidenza di soggetti e di funzione tra il supremo organo mandatario della categoria ed i singoli Ordini mandanti, è dunque la maggiore perplessità evidenziata dalla Federazione che, pertanto, chiede ancora una volta che - in ragione di tali innegabili limiti - il Ministero riveda la propria determinazione in ordine all'indicazione della data per le elezioni del Consiglio Nazionale, ritenendo altresì che possa essere di vantaggio in intervento coordinato con l’attuale Consiglio Nazionale.

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