16 dicembre 2011

IL MOMENTO DELL'UNITA'

La proposta della Federazione degli Ordini della Calabria e della Basilicata: allineare la scadenza del mandato dell’organo di controllo con la scadenza di mandato del CNDCEC e dilazione dei tempi di riscossione per consentire agli ordini territoriali di incassare dai relativi iscritti quanto loro dovuto.
Autore: Emma Mariani

Mentre la manovra economica compie i suoi ultimi passi e si prepara all’approvazione finale con la scelta quasi ovvia della fiducia, la Categoria non può non prendere atto – ancora una volta – del particolare e difficile periodo che stanno vivendo le libere professioni, i commercialisti più delle altre. "Per questo motivo – scrive la Federazione degli Ordini della Calabria e della Basilicata in un comunicato – c’è la necessità di essere, ora più che mai, uniti". Nel corso della sua ultima riunione ha infatti deciso, unanimemente, di proporre formalmente il rinvio dell’elezioni per il rinnovo del Collegio dei Revisori del CNDCEC. “In questo modo – secondo la Federazione - non solo si andrebbe ad allineare la scadenza del mandato dell’organo di controllo con la scadenza di mandato del CNDCEC, così come è stato fatto per far coincidere il rinnovo dei Consigli degli Ordini con quello dei rispettivi Collegi dei Revisori”.

Si eviterebbe così un inutile scontro in un’Assemblea elettorale a vantaggio di quella unità d’azione che oggi è quanto mai opportuna assumere nell’interesse della Categoria. L’attualità, le decisioni politiche, rendono difficile contrastare la tendenza negativa di questi ultimi tempi. Ormai da molti mesi sentiamo da più parti invocare la necessità di un cambiamento, di concentrarsi sulla politica di Categoria per evitare il peggio. Bisogna arricchire la piattaforma programmatica, per questo Calabria e Basilicata, rinnovano l’invito a fare proposte e fornire obiettivi a coloro che ritengono di guidare la Categoria nel prossimo mandato, come – ad esempio – il riequilibrio del rapporto tra la Categoria e la pubblica amministrazione; la cancellazione del limite dei cinque anni per poter accogliere un tirocinante nel proprio studio; la riduzione del numero dei componenti del Consiglio Nazionale, atteso che dal 2017 in poi ci sarà la definitiva integrazione tra dottori e ragionieri; la rimodulazione del contributo da versare al Cndcec, ad iniziare dai nuovi iscritti; la riduzione delle indennità dei Consiglieri nazionali e la semplificazione dei procedimenti disciplinari a seguito di non assolvimento degli obblighi formativi.

Poi la Federazione degli Ordini della Calabria e della Basilicata sottolinea: “E seppur sappiamo che gran parte di esse necessitano di una modifica normativa ad hoc e che conseguentemente, per quanto auspicabile, non possono essere nell’immediato perseguiti anche dall’attuale Consiglio in carica, riteniamo che alcune azioni e fatti concreti debbano essere posti in essere nell’immediato”.

Lo abbiamo scritto più volte, la Categoria ha bisogno di invertire la rotta, di dare un segno di discontinuità per evitare di collezionare alter sconfitte. Il vero grande scopo del CNDCE è mettere in condizione di svolgere la professione al meglio e di sostenerli, per quanto possibile, anche in momenti di difficoltà economici come quelli attuali. E proprio su questa linea che i due ordini hanno formalmente chiesto al CNDCEC di concedere agli Ordini territoriali una sensibile dilazione dei tempi di riscossione per consentire agli stessi di incassare dai relativi iscritti quanto loro dovuto.

L’unità nel perseguire gli intenti favorevoli alla Categoria è una priorità di tutti, lasciamo spazio al futuro. Per farlo è necessario l’impegno e la volontà di ognuno.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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