8 ottobre 2016

IL TAR BOCCIA I RICORSI DEGLI ORDINI SOPPRESSI

Con ordinanza cautelare collegiale, il Tar del Lazio, nell’udienza tenutasi nella giornata del 5 ottobre scorso, ha respinto i ricorsi (R.G. 201607049 e 201607050) presentati dagli ODCEC di Melfi e di Rossano avverso la nota del Ministero della Giustizia del passato 31 marzo, con i quali si chiedeva l’“Annullamento dei provvedimenti aventi ad oggetto mutamento della geografia giudiziaria; effetti sugli ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili". Il giudizio, come si ricorda, era stato sospeso nel corso dell’udienza tenutasi lo scorso 20 luglio a seguito degli interventi di acquisizione d’ufficio degli iscritti degli Ordini soppressi disposti dal CNDCEC, cui erano seguite ulteriori istanze cautelari per motivi aggiunti.

Il respingimento dei ricorsi si basa – secondo quanto si è appreso dalla breve motivazione dell’ordinanza del TAR – sul difetto di sufficienti elementi di loro fondatezza, “atteso che la coincidenza tra circoscrizione giudiziaria e sede di appartenenza dell’Ordine locale risulta coerente con le disposizioni di cui al D.Lgs. 139/2015”.

Nulla di fatto, dunque, riguardo alla considerazione – espressa nel ricorso principale – che il D.Lgs. 155/2012, nel disporre la soppressione di 31 Tribunali, non abbia fatto alcun riferimento, diretto o indiretto, agli Ordini territoriali e ad una loro riorganizzazione territoriale, ma – stando alla motivazione fornita – pare, viceversa, che sia stata accolta la tesi della “soppressione implicita” sostenuta dal Ministero nella nota del 31 marzo, ove si è ritenuto di poter adattare alla situazione controversa una soluzione derivante da una lettura in combinato disposto del detto Decreto con il D.Lgs. 139/2005, nella parte in cui quest’ultimo contempla le conseguenze dell’unificazione dell’Ordine dei Commercialisti con quello degli Esperti Contabili.

A questo punto, dunque, gli Ordini che andranno alle elezioni dei prossimi 3 e 4 novembre saranno quelli coincidenti con i territori ridefiniti dal riordino della geografia giudiziaria. Si ricorda, peraltro, che pochi giorni fa, il 4 ottobre, sono scaduti i termini per la presentazione delle liste per il rinnovo dei Consigli territoriali.

Quanto poi ai ricorsi presentati con diversa motivazione – in particolare quello dell’ODCEC di Lecce fondato sulla necessità di disporre un lasso di tempo più lungo tra le due date previste per le competizioni elettorali territoriali e quella nazionale, ritenute tra loro troppo ravvicinate – nella giornata di ieri è pure arrivato l’annuncio del ritiro del citato ricorso, in ragione dell’ormai evidente intempestività di un qualunque provvedimento del TAR dal momento che le liste sono già state depositate e, dunque, un nuovo intervento giudiziario andrebbe solo a turbare il democratico svolgimento delle due tornate elettorali, per i cui esiti può dirsi, invece, ormai definitivamente iniziato il tempo d’attesa.

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