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Un nuovo capitolo si aggiunge all’affannosa vicenda delle elezioni per il rinnovo sia degli Ordini territoriali che del Consiglio Nazionale di categoria: l’attesa udienza cautelare fissata per la giornata di ieri presso il TAR del Lazio, relativa alla richiesta di sospensiva formulata nei ricorsi presentati dagli Ordini di Rossano e Melfi avverso la nota del Ministero della Giustizia del 31 marzo scorso, si è conclusa con un nulla di fatto. O, meglio, con un inusuale rinvio al prossimo 5 ottobre.
Pare, infatti, che a seguito del riordino della geografia giudiziaria che avrebbe comportato la confluenza degli iscritti dell’Ordine di Rossano in quello di Castrovillari, non avendo il primo ottemperato di propria iniziativa alla richiesta di trasferimento sollecitatagli dal Consiglio Nazionale, quest’ultimo si sia rivolto direttamente all’Ordine (inglobante) di Castrovillari con una nota/provvedimento dello scorso 8 luglio, comunicando gli elenchi degli iscritti all’ODCEC di Rossano e chiedendone l’acquisizione d’ufficio. Conseguentemente l’Ordine di Castrovillari, adempiendo a tale richiesta, avrebbe deliberato lo scorso 14 luglio il “Trasferimento d’ufficio degli iscritti dell’ODCEC di Rossano con accorpamento all’ODCEC di Castrovillari”. Il tutto, peraltro, nel perfetto rispetto del termine del 15 luglio imposto dal Consiglio Nazionale per terminare i trasferimenti necessitati dalla soppressione dei Tribunali e dalla conseguente cessazione degli Ordini con essi coincidenti.
La decisione “d’imperio” non è certo piaciuta al Consiglio dell’Ordine rossanese che, pertanto, ha presentato Ricorso in Autotutela Amministrativa, intimando all’Ordine di Castrovillari, al Consiglio Nazionale ed al Ministero l’annullamento della suddetta delibera.
Alla luce di tali nuove circostanze, il TAR non solo non ha pronunciato sulla richiesta di sospensiva ma ha addirittura rinviato la stessa udienza – dunque non il merito – ad altra data, che pare essere quella del prossimo 5 ottobre.
Il che, come è evidente, va ulteriormente ad appesantire il già difficile contesto e a rivestire d’incertezza tanto la sicurezza del rispetto dei termini indicati per le elezioni di rinnovo degli Ordini territoriali (3 e 4 novembre) quanto la formazione delle relative liste, rimanendo la posizione dell’Ordine di Rossano sospesa in una sorte di limbo che, da un lato, lo farebbe considerare ormai estinto in quanto assorbito da quello di Castrovillari; dall’altro, pronto a rinascere – almeno temporaneamente - come una fenice dalle sue stesse ceneri ove il 5 ottobre il TAR si esprimesse a favore della sospensiva, sebbene con un giorno almeno di ritardo rispetto al tempo utile previsto (e che, si ricorda, scade il 3 ottobre) perché Rossano – da Ordine ancora esistente – possa presentare le proprie liste per concorrere alle rielezioni del suo stesso Consiglio!
In questo scenario così contorto ed instabile appare dunque quanto mai auspicabile che un intervento chiaro, concreto e risolutivo provenga dallo stesso Ministero, ormai certamente più che allertato della necessità che il campo di confronto elettorale venga sgomberato da ulteriori ostacoli.