9 dicembre 2014

Imu terreni montani. Il punto Unagraco

La proroga - Come si apprende da più parti, il pagamento dell’Imu per i terreni agricoli montani è stato posticipato dal 16 dicembre 2014 al 26 gennaio 2015, lasciando l’intera compagine di interessati (proprietari e intermediari fiscali) a bocca aperta soprattutto per due motivi eclatanti. Il primo, è chiaro, riguarda la solita incertezza legata alle proroghe. Si ricorda infatti che il governo avrebbe dovuto varare il decreto attuativo in merito entro lo scorso 22 settembre: ciò non è avvenuto e si è dovuti giungere a ridosso della scadenza per ottenere una proroga. Il secondo motivo di cotanto stupore riguarda la nuova deadline posta al prossimo 26 gennaio: in sostanza, una volta approvata la proroga, sarebbe stato molto più semplice far slittare la scadenza di versamento dell’imposta al 16 giugno 2015, in concomitanza con quella dell’acconto 2015 della nuova tassa unica. Ma, da un lato, v’è la necessità di recuperare gettito, dell’altro, il dovere di rispettare determinate regole contabili. Ciò detto, l’Imu per i terreni agricoli montani si pagherà il 26 gennaio 2015, a meno che a ridosso di quella data non si faccia strada una nuova proroga!

L’insoddisfazione - Tuttavia, il fatto che sia finalmente arrivata una risposta da parte della squadra esecutiva non ha placato gli animi di quanti questa risposta la attendavano già a settembre. Da giorni infatti si sta facendo sentire il malumore dei contribuenti, in primis, e poi dei loro intermediari fiscali tra i quali spiccano i dottori commercialisti e gli esperti contabili. Non ultima arriva, ad esempio, l’esternazione dell’Unagraco affidata al proprio presidente Giuseppe Diretto.

Focus Unagraco - “A soli dieci giorni dalla scadenza è arrivata la decisione del Governo di prorogare il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli montani, che accoglie una precisa richiesta avanzata da tutte le organizzazioni sindacali dei Commercialisti, dall’Associazione dei Comuni, da tutti gli operatori del settore. Se da un lato può sembrare una scelta di buon senso che evita gravi ed immediate ripercussioni sui bilanci comunali e sui cittadini contribuenti, dall’altro lato rappresenta tutta l’approssimazione ormai del fisco italiano, che necessita di una profonda revisione. Ormai siamo arrivati al punto di dover ottemperare alle scadenze fiscali fondandoci sui comunicati stampa dell’Agenzia delle Entrate che addirittura annunciano proroghe a pochissimi giorni dalla scadenze”, ha esordito il numero uno della sigla sindacale. I rischi legati all’eventuale applicazione delle disposizioni del Decreto 66 sulle esenzioni dei terreni agricoli montani erano stati più volte segnalati e tra questi il più importante risultava quello inerente la riduzione del Fondo di solidarietà per 350 milioni di euro. A questo andava ad aggiungersi l’evidente e oggettiva impossibilità per i Comuni di compensare le minori risorse attraverso la riscossione dell’Imu entro la data del 16 dicembre perché sarebbe stato difficile comunicare ai cittadini in poche ore le variazioni sui pagamenti Imu per i terreni agricoli montani. “Ora auspichiamo che, insieme al rinvio delle scadenze, il Governo provveda anche, come annunciato dal sottosegretario Baretta, ad una revisione complessiva dei criteri di applicazione delle esenzioni, a partire dalle stime di gettito e dalle modalità di identificazione dei Comuni montani coinvolti, è del tutto evidente che il caos oramai è la regola. Il sistema tributario è ormai arrivato ad un stadio di schizofrenia tale da farci rimpiangere il 740 lunare dei bei tempi. Come è diventata ormai indifferibile una riforma fiscale che rendi l'intero sistema più chiaro e comprensibile, per il rilancio del paese, senza del quale l’economia non si potrà più riprendere”, ha concluso Diretto.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy