1 luglio 2013

IRDCEC: rapporto sui Commercialisti 2013

Determinati gli effetti di una crisi che tende a manifestarsi con maggiore intensità nell'ambito delle professioni intellettuali
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il rapporto sui Commercialisti - L’Irdcec (Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) ha presentato il tradizionale rapporto (2013) dei Commercialisti in occasione del Congresso annuale della Fondazione del 27 giugno 2013. La fotografia scattata dal Rapporto, effettuata anche con elaborazioni statistiche a livello nazionale, regionale e locale offre, dunque, numerosi spunti di analisi e di riflessione per tutti gli organi della Categoria, per gli iscritti e per chiunque sia interessato ad un aspetto particolare della vita economica e sociale del Paese.

Il bilancio dei primi cinque anni
- Il bilancio statistico dei primi cinque anni, mostra una categoria che, nonostante la crisi economica e finanziaria in atto dal 2008, continua a crescere in valore assoluto, anche se a ritmi più contenuti del passato. Stando al rapporto, dal 2007 al 2011, il reddito professionale medio, desunto dalle statistiche reddituali forniti dalle Casse di Previdenza, si è ridotto dello 0,8%, mentre nello stesso periodo il PIL nominale è cresciuto dell’1,6%. Si legge nel rapporto che, confrontando le due dinamiche quella del PIL nominale per unità di lavoro e quella dei redditi nominali medi dei Commercialisti italiani, dal 2007 al 2011 si evidenzia un andamento fortemente negativo di queste ultime, -0.4% contro + 1.5 in media d’anno. Tale divario diventa maggiormente significativo se rapportiamo l’andamento dei redditi medi dei Commercialisti con quelle delle retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti che sono cresciute nei cinque anni considerati ad un ritmo del 2.4%. In definitiva i Commercialisti pagano il prezzo di una crisi che tende a manifestarsi con maggiore intensità nell’ambito delle professioni intellettuali dove la crescita in valore assoluto del numero di occupati è in controtendenza rispetto all’economia in generale. Ciò crea un forte squilibrio nel mercato del lavoro in generale che rischia di penalizzare il mercato dei servizi professionali.

Aumentato il numero dei professionisti - Anche se vi è una riduzione generale del numero degli occupati, la categoria dei Commercialisti aumenta anche se a ritmi non sostenuti. All’inizio del 2013, i Commercialisti italiani nei 143 Ordini territoriali erano 114.041, ed è opportuno evidenziare la crescita degli iscritti dello 0,7% rispetto al 2012 e del 6,1% nel quinquennio 2008-2012. Sempre in termini percentuali, il rapporto evidenzia il trend di crescita delle donne che raggiungono la soglia del 31% (erano il 28% all’inizio del 2008), e la conferma del calo progressivo dei giovani in atto sin dal 2008, spiegato in buona parte dalle dinamiche demografiche nazionali unite agli effetti della crisi. Desta molta preoccupazione in particolare, il forte calo degli iscritti al Registro del tirocinio in atto dal 2008 e che nel 2012 ha assunto proporzioni rilevanti.

Reddito: divario tra uomini e donne - Per quanto riguarda il reddito medio degli iscritti all’Ordine, il valore più alto si registra a Bolzano (reddito medio 136.874 euro), mentre la maglia nera và all’Ordine di Castrovillari con un reddito medio di 15.513 euro. Relativamente al reddito medio, viene fatta l’analisi tra uomini e donne e ancora una volta viene certificato il divario che attribuisce agli uomini un reddito medio professionale di 68.544 euro e alle donne un reddito medio professionale di 37.347 euro. Differenze considerevoli sussistono anche sul reddito medio calcolato su fasce d’età gli iscritti sotto i 40 anni hanno un reddito medio pari a 31.897 euro, tra 41 e 60 anni 64.583 euro, oltre i 60 anni 83.257 euro.

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