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La proposta - Il mondo professionale e quello previdenziale negli ultimi tempi non hanno goduto di un buon rapporto reciproco, tuttavia vi sono alcune categorie che hanno inteso avviare un dialogo costruttivo con l’Istituto nazionale di previdenza sociale. Tra queste spicca quella dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, complice anche l’impegno del nuovo consiglio direttivo insediatosi da qualche mese dopo quasi due anni di commissariamento. Sul punto è quindi prontamente intervenuto il consigliere nazionale Vito Jacono, delegato alle tematiche del lavoro, che, proprio in questi giorni, ha avanzato all’Inps, nella persona di Fabio Vitale, direttore centrale della Vigilanza, Prevenzione e Contrasto all’economia sommersa dell’Istituto, la proposta di istituire un protocollo d’intesa quale sorta di decalogo comportamentale per ispettori di vigilanza e aziende nel corso degli accertamenti ispettivi dell’INPS.
Avvicinarsi al sistema europeo - L’incontro tra i due funzionari, uno rappresentante di categoria e l’altro esponente dell’ente nazionale di previdenza, si è rivelato alla stregua di una fruttuosa e propizia occasione per discutere di quelle aziende che si trovano a dover fronteggiare la crisi e, non riuscendovi, si vedono costrette a chiudere i battenti in quanto non possono saldare i debiti contributivi emersi dai verbali ispettivi dell’INPS. Tra l’altro, questi ultimi appaiono spesso appesantiti anche da sanzioni che, in determinate situazioni, risultano eccessivamente esose. In merito a ciò, il punto del consigliere Jacono è stato molto preciso. Il delegato all’Area Commercialisti del Lavoro ha chiarito che l’intento della categoria non è di certo quello di contestare le attività dell’istituto nazionale di previdenza sociale, in quanto le somme richieste alle aziende sono effettivamente dovute proprio a causa della loro inadempienza, tuttavia bisognerebbe avvicinarsi “al sistema europeo dove con l’ispezione viene concesso all’azienda un termine entro il quale regolarizzare la propria posizione contributiva senza l’applicazione delle sanzioni che vanno pagate solo se non si regolarizza quanto dovuto”.
L’Inps e la prevenzione – Dal proprio canto, l’Inps, rappresentato come abbiamo visto da Fabio Vitale, pone l’attenzione sul ruolo fondamentale della prevenzione, linfa vitale dell’Istituto che si pone quale garante della legalità del lavoro. Una prevenzione che si mette in pratica, spiega il direttore centrale della Vigilanza, Prevenzione e Contrasto all’economia sommersa dell’Inps, “supportando con gli strumenti che abbiamo a disposizione, le aziende in temporanea difficoltà a causa della crisi economica, e perseguendo i comportamenti scorretti che danneggiano le imprese virtuose e creano concorrenza sleale. Le sinergie con gli intermediari delle imprese sono fondamentali per promuovere la cultura della legalità del lavoro e ridurre al massimo i fenomeni evasivi ed elusivi”.