30 marzo 2012

L’Agenzia riepiloga e il Cndcec prende atto

Per Siciliotti sono buoni i risultati ottenuti, ma è necessario un rinnovamento culturale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Cndcec - L’auspicio che quanto riferito ieri da Attilio Befera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, in merito ai risultati ottenuti nel 2011 e alle previsione per il 2012, è largamente condiviso anche dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, lo fa sapere il presidente Claudio Siciliotti. Per il leader dei commercialisti, però, risulta quanto mai essenziale che la lotta all’evasione sia seguita di pari passo da un giusto contenimento degli sprechi, soprattutto per quel che concerne la spesa pubblica. “I risultati diffusi oggi dalle Entrate relativi alla lotta all’evasione sono incoraggianti e anche noi, come il direttore dell’Agenzia delle Entrate, ci auguriamo che siano il frutto di un cambiamento culturale finalmente in atto – ha dichiarato Claudio Siciliotti - Ma à davvero impensabile pretendere che un cambiamento culturale debba verificarsi solo sul fronte della lotta all'evasione, mentre tutto il resto, dalla corruzione agli sprechi nel pubblico, proseguono invariati”. Questo vento di cambiamento che dovrà investire l’Italia, secondo il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è chiamato soprattutto a trasformare radicalmente gli approcci del Fisco in merito alle controversie tributarie. “Le statistiche sul contenzioso tributario evidenziano come, nonostante i passi avanti compiuti, il cambiamento culturale debba estendersi anche al modo con cui l'Amministrazione finanziaria interpreta talvolta il proprio ruolo, tanto più oggi che sta per entrare in vigore la cosiddetta mediazione tributaria”, ha concluso Claudio Siciliotti.

Lotta all’evasione tributaria – Nella conferenza stampa tenutasi ieri, il direttore degli Uffici fiscali ha esposto diversi dati inerenti le statistiche del 2011 in merito alle attività svolte al fine di arginare la piaga dell’evasione fiscale. I dati sono stati incoraggianti e Befera non ha escluso che si possa ancora una volta ricorrere a metodi incisivi quali erano stati i blitz a Cortina e a Sanremo. In sostanza, secondo quanto illustrato dall’Agenzia, nel 2011 le casse erariali hanno visto il rientro di 12,7 miliardi di euro, circa il 15,5% in più di quanto era avvenuto l’anno precedente. La positività dei riscontri emerge tanto più alla luce del fatto che sono state dispiegate forze minori che in passato. “A fronte di una diminuzione del numero dei controlli è aumentato il risultato. Questo vuol dire che disturbiamo meno i contribuenti onesti”, ha affermato con viva soddisfazione Attilio Befera. Inoltre, di quell’ammontare rientrato al Fisco, all’incirca un terzo proviene da accertamenti e operazioni di controllo condotte su redditi di personaggi cosiddetti famosi. Da quanto l’Agenzia ha spiegato, a 5,5 miliardi di euro ammonta la cifra riscossa dai versamenti diretti, di tale quota circa il 31% giunge dai grandi contribuenti, il 25% dai lavoratori autonomi e dalle PMI e, infine, il 27% dalle persone fisiche. Ma le indagini non sono rimaste entro i confini della Penisola, anzi il 2011 si è caratterizzato anche per le numerose attività d’indagine fiscale extranazionale. In questo caso, per quel che concerne i trasferimenti illeciti e le detenzioni di attività economiche e finanziarie all’estero, sono stati individuati e ricondotti in Italia più di 7,8 miliardi di euro. A riguardo, il Fisco sottolinea l’incremento delle indagini condotte dagli uffici antifrode, dalle quali sono state effettuate 580 verifiche che hanno intercettato frodi per un valore complessivo pari a 782 milioni di Iva e 4,4 miliardi di euro di maggiori imponibili.

Assistenza ai contribuenti
– “Abbiamo registrato un aumento significativo - ha sottolineato Paolo Savini, direttore centrale Servizi ai contribuenti - dell’utilizzo dei canali telematici: un segnale importante arriva dall’incremento del numero dei codici Pin attivi, che sono passati da circa 1,6 mln del 2010 a circa 2,1 mln alla fine del 2011, con una crescita del 31%. Un risultato raggiunto anche grazie alla campagna di sensibilizzazione realizzata presso gli uffici: i vantaggi del Fisco online, infatti, sono illustrati nelle brochure distribuite nei front office e sui totem multimediali nelle sale d’attesa”. Dunque, nonostante quel che accade in giro per l’Italia, l’Agenzia allarga la sua rete di sostegno ai contribuenti evidenziando che nel 2011 sono stati coadiuvati più di 9,5 milioni di cittadini. Anche l’assistenza a distanza ha dato buoni frutti, secondo le stime presentate ieri. Tant’è che risultano pari a 1,971 milioni i contribuenti che si sono rivolti ai Centri assistenza multicanale e a 482mila ammontano le email e gli sms di risposta inviati dal Fisco che sono comprensivi anche delle istanze del Civis (servizio di assistenza on line su comunicazioni di irregolarità e cartelle di pagamento).

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