27 novembre 2012

L’Aidc e i suoi perché

“Basta, riprendiamoci le nostre responsabilità!”
Autore: Redazione Fiscal Focus

Lo sdegno dell’Aidc - L’indignazione in merito a quello che sta accadendo nella categoria ha finalmente coinvolto anche le sigle sindacali. Particolare è infatti la contestazione dell’Aidc che ha affidato il proprio malcontento a una manciata di proposizioni esaustive di quanto risulti ormai colma la misura, di quanto la base stia sopportando i capricci e gli scontri di una classe dirigente priva di qualsiasi ritegno e soprattutto scevra del necessario rispetto che dovrebbe avere nei confronti di ciascun singolo iscritto.

I perché - Con poche parole semplici e dirette l’Associazione delinea il livello della sfiducia e del malessere che sta dilagando tra i dottori commercialisti e gli esperti contabili che formano quella base tanto sbandierata, quanto poco presa in considerazione. “Perché siamo indignati, perché siamo stanchi di sopportare in silenzio, perché non ne possiamo più, perché siamo distinti e distanti da quanto stiamo subendo, perché siamo preoccupati dell'immagine offerta dai nostri vertici, perché non abbiamo più punti di riferimento, perché non sappiamo più cosa siamo, perché non sappiamo più cosa vogliamo, perché abbiamo paura del futuro […]”. Questi i motivi che la sigla di categoria vede a fondamento dello sconcerto che ormai infiamma i piccoli e medi studi professionali, che non trovano più in chi è stato chiamato a tutelare i loro interessi una rappresentanza con saldi requisiti di responsabilità e moralità. È quindi una categoria stanca quella illustrata dall’Aidc, una categoria che si preoccupa delle delusioni subite e che è stata defraudata di una credibilità che ora deve necessariamente essere ricostruita. I dottori commercialisti e gli esperti contabili per i quali l’Associazione ha preso la parola sono professionisti privati della bussola, ai quali è stata scippata la sicurezza e i diritti dalla medesima governance che invece avrebbe dovuto proteggerli. È un grido che colpisce in maniera trasversale e che fa esclusivamente le veci degli iscritti a una categoria professionale calpestata dall’interno, che non sa più dove andare né di chi fidarsi.

Le responsabilità –
“[…] perché, perché, perché… Basta, riprendiamoci le nostre responsabilità!”, così conclude il direttivo dell’Associazione italiana dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Responsabilità è il termine che riecheggia ormai in tutti i meandri della categoria. Una responsabilità da ripristinare, da riscoprire. L’unica risposta ai problemi gravi e gravosi che stanno affliggendo il Consiglio nazionale e conseguentemente tutti gli organismi che vi orbitano attorno.

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