14 luglio 2011

L’Avvocatura di maggioranza minaccia il proprio no alla manovra

Gli avvocati e i notai Pdl potrebbero non dare la propria fiducia alla manovra economica se il Governo non porrà rimedio a quanto stabilisce l’art. 39 - bis

Autore: Redazione Fiscal Focus

Avvocati e notai Pdl in protesta - Si può affermare, senza inutili tentennamenti, che i punti della manovra finanziaria concernenti la regolamentazione delle libere professioni ha davvero scatenato ire trasversali fuori e, soprattutto, dentro il Parlamento. E’ in atto, infatti, quella che potrebbe essere definita la rivolta delle categorie; nello specifico, sono giunte al Governo le lagnanze dei senatori e dei deputati Pdl che svolgono la professione di avvocati e notai, questi si dichiarano pronti a non votare la fiducia alla manovra, facendo crollare qualsiasi tipo di previsione il Cdm abbia fatto fino ad ora.

L’articolo 39-bis - A seminare il malcontento tra i parlamentari afferenti ad Ordini professionali è l’articolo 39, normativa che, in seno alla riforma fiscale e in virtù della politica dei tagli, impone modifiche nello stato attuale della giustizia tributaria e dell’accesso alle professioni, nonché stabilisce la soppressione dell’esame di Stato sostituendolo con tirocini formativi e praticantato.

Risoluzione dei parlamentari professionisti - Non è la leadership del Premier ad esser messa in discussione, né la compattezza della maggioranza dinnanzi alla crisi economica alle porte del Paese, quanto la manifesta poca lungimiranza di determinate modifiche che al posto di alleggerire la ristruttura attuale la rendono ancora più intricata. Pertanto, i parlamentari di maggioranza hanno deciso di raccogliere delle firme al fine di far apporre ulteriori modifiche all’articolo indicato, al tal proposito essi si fanno promotori anche di una strategia di innovazione burocratica che colpisca gli anelli effettivamente deboli e non, come sta accadendo, i punti certi dell’apparato delle libere professioni. Regolamentare le categorie professionali, secondo gli avvocati e i notai del Pdl, non significa proporre una legislazione che ponga ostacoli al loro esercizio. Infine, uno dei punti di discussione dell’incontro dei capigruppo del Pdl e della Lega con il presidente del Senato, Renato Schifani, è stato proprio la questione della regolamentazione delle libere professioni. L’art. 39-bis è, dunque, un articolo scomodo per gli avvocati e i notai del Pdl, che si uniscono alla protesta che ormai da settimane ha caratterizzato i comunicati stampa dei vari Ordini di categoria. A tal proposito, si segnala anche la preoccupazione del ministro La Russa, il quale si dice certo che la manovra con questo articolo dovrà ancora esser soggetta ad ulteriori discussioni.

Mobilitazione di categoria - In realtà, alcune indiscrezioni assicurano che il Governo si stia muovendo al fine di sopprimere il contrasto, lo stesso on. Maurizio Gasparri ha sostenuto che non vi è alcuna questione in quanto il tema è in fase di discussione e la strada per un accordo pare spianata. Ma le associazioni di categoria non cedono e non paiono rassicurate dagli mori contrastanti del Parlamento. In ragione di ciò, si sottolinea che l’Organismo unitario dell’avvocatura ha convocato gli Stati generali di categoria in quanto è risultata ormai improrogabile una discussione circa ulteriori modalità di protesta nei confronti di tale decisione governativa. Notai e avvocati non lanciano ultimatum lapidari al Governo, ma annunciano una possibile astensione di dieci giorni da tutte le sedute previste a settembre, al rientro dall’estate. Tale sarebbe un favorevole preludio alla manifestazione nazionale e al congresso straordinario previsti a novembre.

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