21 settembre 2015

La posizione finanziaria netta in bilancio

Autore: Redazione Fiscal Focus

Abbiamo già avuto modo di soffermarci sull’importanza dell’indicatore alternativo di performance noto come “posizione finanziaria netta”, soprattutto alla luce del documento della Fondazione Nazionale Commercialisti del 15 settembre, a cura del Consigliere del CNDCEC con delega alla Finanza aziendale e assicurazioni Antonio Repaci.

Il contributo in oggetto richiama l’attenzione su questo specifico indicatore, il quale, pur non trovando una disciplina nei principi contabili nazionali ed internazionali, costituisce, unitamente ad altri indicatori “un importante elemento diagnostico sullo stato di salute dell’impresa, con particolare attenzione all’aspetto finanziario e patrimoniale.”

La posizione finanziaria netta in bilancio - Il documento di Antonio Repaci, oltre ad analizzare le modalità di calcolo del nuovo indicatore e ad evidenziare che l’attuale elaborazione teorica è ancora insufficiente (Quotidiano Fiscal Focus - La “posizione finanziaria netta” al vaglio della FNC – 17 settembre 2015), si concentra sulle modalità di esposizione in bilancio dei dato in oggetto.

Più precisamente viene chiarito come la posizione finanziaria netta possa essere utilmente inserita all’interno della relazione sulla gestione, “quale importante strumento diagnostico dei rischi correlati agli squilibri di natura finanziaria”.

La posizione finanziaria netta è infatti un indicatore importante al fine di “individuare il grado potenziale ed effettivo di liquidabilità delle attività e di esigibilità delle passività d’impresa”, ma consente altresì di individuare eventuali criticità che il disequilibrio finanziario potrebbe portare con sé.

Giova infatti di essere ricordato che l’azienda, a fronte di una situazione di illiquidità potrebbe vedersi costretta a sostenere le seguenti tipologie di costi:
- costi di illiquidità: l’azienda potrebbe essere indotta a negoziare i propri prodotte e servizi a prezzi di mercato più bassi, oppure potrebbe essere non in grado di produrre i beni necessari per soddisfare la domanda. Ecco quindi che una situazione di difficoltà finanziaria si trasforma in una vera e propria contrazione dei ricavi d’impresa;
- costi di mobilità finanziaria: l’azienda, dovendo fronteggiare esigenze relative al fabbisogno finanziario sarebbe costretta a ricorrere al capitale di terzi, sostenendo quindi i costi dell’indebitamento;
- costi di controllo: l’azienda sostiene questa ulteriore tipologia di costi in considerazione della necessità di dover realizzare un sistema di monitoraggio degli andamenti monetari.

Gli altri indicatori - Come già anticipato nel precedente intervento, la posizione finanziaria netta, almeno nella sua configurazione più nota, è calcolata sottraendo ai debiti finanziari a breve e medio-lungo termine le disponibilità immediate e quelle differite, ed esprime quindi l’indebitamento dell’impresa.

La posizione finanziaria netta può essere altresì utilizzata per il calcolo di altri indicatori, consentendo in questo modo di comprendere ancor meglio alcuni aspetti della gestione finanziaria dell’impresa.

Nel documento di Repaci richiama il c.d. “indice di indebitamento netto”, il quale è dato dal rapporto tra la posizione finanziaria netta e il capitale proprio.
Questo indicatore segnala l’eccedenza di indebitamento netto in relazione alle fonti con vincolo di proprietà e, al crescere dell’indicatore, peggiora la solidità aziendale.

Un altro indice richiamato nel documento è l’”indice di copertura finanziaria degli investimenti”, dato dal rapporto tra posizione finanziaria netta e capitale investito netto.
Questo indice rappresenta la quota di finanziamento degli asset con indebitamento finanziario netto: il valore massimo che può assumere l’indice è pari ad 1, e segnala, in questo caso, che tutti gli investimenti effettuati dall’impresa sono finanziati con il debito.

Passando invece all”indice di ritorno delle vendite”, quest’ultimo è dato dal rapporto tra posizione finanziaria netta e vendite, ed esprime la capacità dell’impresa di garantire la copertura dei mezzi finanziari attraverso le vendite.

Viene infine richiamato il rapporto tra posizione finanziaria netta e EBITDA, in grado di segnalare la sostenibilità del debito aziendale in base al cash flow prodotto dalla gestione.

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