10 novembre 2017

LAVORO: COMMERCIALISTI, LEGGE DI BILANCIO POCO CORAGGIOSA SUGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE

Pubblichiamo quanto pervenuto in Redazione

Roma, 9 novembre 2017 – “Le misure sul lavoro contenute nella legge di Bilancio potevano essere più coraggiose. Per come sono state concepite rischiano di produrre risultati modesti sul fronte dell’occupazione”. Lo ha affermato oggi a Roma, nel corso del “4° Convegno nazionale Commercialista del lavoro”, il tesoriere nazionale della categoria e delegato alla materia, Roberto Cunsolo. Pur apprezzando l’introduzione di misure strutturali nella manovra, i commercialisti giudicano comunque insufficienti le norme sugli incentivi. “Sull’occupazione giovanile, i requisiti soggettivi previsti dal comma 2 dell’art.16 - ha affermato Cunsolo - interessano una platea troppo ristretta di soggetti. Per ampliarla, crediamo sarebbe utile eliminare il requisito della “mancata occupazione a tempo indeterminato presso il medesimo o altro datore di lavoro”, introducendo quello della “non occupazione negli ultimi 6 mesi”. La categoria chiede anche che l’innalzamento dell’età a 35 anni per gli aventi diritto all’esonero contributivo “sia a regime e non solo per il 2018, dal momento che l’ingresso nel mondo del lavoro avviene mediamente proprio dopo i trent’anni”.

“Incomprensibile” viene poi giudicata "l’introduzione dell’agevolazione di un solo anno per i soggetti confermati al termine del periodo di apprendistato”. Si tratta di una norma che, secondo Cunsolo, “rischia di penalizzare fortemente proprio l’istituto dell’apprendistato”. “Per le imprese - ha affermato il tesoriere dei commercialisti - risulterà più conveniente non confermare il contratto di apprendistato, ma utilizzare gli incentivi di tre anni previsti dall’articolo 16”.

Riserve anche sugli incentivi per il Mezzogiorno. I commercialisti giudicano infatti insufficiente “l’agevolazione del 100% prevista esclusivamente per le assunzioni a tempo indeterminato e non anche per gli apprendisti”

“Considerata la perdurante drammaticità della situazione occupazionale e dal momento che i rapporti di lavoro diminuiscono con il diminuire delle agevolazioni – ha spiegato poi Cunsolo - crediamo sarebbe utile l’introduzione di una misura strutturale di decontribuzione per tutte le assunzioni di dipendenti che provengono da periodi di disoccupazione”. ”Per imprese e professionisti - ha aggiunto - la cui percentuale di disoccupazione è fortemente aumentata rispetto a quella dei lavoratori dipendenti, chiediamo che valga, come per le imprese agricole ed i coltivatori diretti, la decontribuzione pari al 100% per i primi tre anni, al 66% per il 4 anno ed al 50% per il 5 anno”. Cunsolo ha infine proposto l’introduzione “di una misura premiale per le aziende in regola con le normative vigenti in materia di occupazione nonché con i versamenti fiscali e contributivi”.

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