12 febbraio 2016

LE PROPOSTE DEI COMMERCIALISTI PER SEMPLIFICARE

Autore: ESTER ANNETTA

Soltanto nove pagine, eppure dense nella loro esposizione essenziale e completa dei punti che i commercialisti ritengono siano prioritari al fine di alleggerire i costi degli adempimenti fiscali dei contribuenti.
E’ questo il contenuto del documento recante “proposte di modifica della disciplina fiscale relativa ai lavoratori autonomi” che ieri, presso la sede del Consiglio Nazionale dei commercialisti, ha tenuto impegnati - in un incontro promosso all’insegna della fattività e dell’utilità - il Viceministro dell’Economia con delega alle Finanze, Luigi CASERO, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili, Gerardo LONGOBARDI ed il Consigliere nazionale con delega alla fiscalità, Luigi MANDOLESI.

Nell’ambito di una collaborazione da tempo avviata tra il CNDCEC ed il MEF, le proposte formulate con il documento rispondono all’intento di beneficiare l’intera collettività e non la sola categoria dei commercialisti. E’ quanto tiene a sottolineare il Presidente Longobardi, che, nell’esito positivo dell’incontro dichiara – facendo eco a quanto analogamente affermato dal ministro Casero - di riporre molta fiducia.

Nello specifico, le proposte articolate dai commercialisti comprendono:
- l’abrogazione degli studi di settore dei professionisti e dei lavoratori autonomi in genere, considerati, per via dei criteri impiegati, strumenti ormai superati;
- la proroga automatica dei termini per la presentazione di dichiarazioni e comunicazioni fiscali nonché per il versamento dei tributi di competenza dello Stato e degli enti locali al verificarsi di ritardi nella pubblicazione, dei provvedimenti attuativi ovvero del software applicativo necessario all’effettuazione degli adempimenti; ciò al fine di garantire maggiore certezza ai contribuenti ed agli intermediari chiamati a prestare loro assistenza ed a semplificare lo svolgimento dei detti adempimenti fiscali;
- la sospensione feriale dei termini amministrativi tributari relativi agli adempimenti di carattere tributario a carico dei contribuenti, per sopperire alla ristrettezza dei tempi a loro disposizione qualora debbano assolvere agli obblighi di collaborazione nei confronti degli organi verificatori laddove la richiesta istruttoria sia comunicata o notificata in prossimità della pausa estiva;
- l’introduzione di correttivi circa l’individuazione dei soggetti obbligati a dotarsi di POS: obbligo che dovrebbe restare circoscritto ad imprese, esercenti al minuto e professionisti con attività rivolta ad una clientela di consumatori finali, e non comprendere, invece, anche coloro che si rivolgono ad una clientela di sostituti d’imposta obbligati alla ritenuta sui pagamenti che effettuano, poiché in tal caso l’ulteriore obbligo di tracciare il pagamento con il POS risulta ultroneo e poco utile ai fini del contrasto all’evasione;
- l’abrogazione della presunzione legale di maggiori compensi riguardante i c.d. “versamenti non giustificati” sui conti correnti bancari, poiché ormai anacronistica in un’epoca in cui i poteri istruttori dell’Amministrazione finanziaria sono divenuti più incisivi anche grazie all’avvento della telematica, che consente di impiegare dati diversi e ben più efficaci per poter individuare soggetti a rischio ed intercettare le basi imponibili eventualmente sottratte ad imposizione;
- l’indicazione chiara di quali debbano essere i criteri di determinazione dei redditi di lavoro autonomo, con dettagliata illustrazione di riferimenti quali: plusvalenze e minusvalenze relative a beni strumentali; spese di viaggio anticipate dal committente relative all’esercizio dell’attività professionale; rimborsi spese; spese di aggiornamento professionale; spese di ammodernamento e di ristrutturazione degli immobili e, in generale, dei beni strumentali; ammortamenti lavoratori autonomi e titolari di reddito di impresa in contabilità semplificata; deduzione contributi previdenziali dal reddito di categoria.
L’auspicio e la promessa sono che le proposte formulate possano tradursi in provvedimenti legislativi che consentano un sostanziale taglio dei costi per adempimenti fiscali, a vantaggio delle imprese, dei professionisti e dei contribuenti.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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