21 giugno 2013

Legali arrestati in Turchia: atto antidemocratico

Anc, Adc, Unico: Cnf italiano si faccia promotore del sostegno dei professionisti italiani .
Autore: Redazione Fiscal Focus

La solidarietà professionale - Il mondo professionale, travalicando i confini nazionali, si stringe in un forte cordone solidale. Tant’è che ad esprimere la propria vicinanza agli avvocati turchi arrestati nei giorni scorsi perché sostenitori delle proteste, sono state questa volta tra sigle sindacali di riferimento della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’Adc, presieduta da Vilma Iaria, l’Anc, presieduta da Marco Cuchel, e l’UNICO, presieduto da Domenico Posca, hanno infatti sottoscritto in maniera congiunta una nota a testimonianza delle solidarietà ai legali arrestati in Turchia. “Siamo anche noi liberi professionisti e animati dalla consapevolezza di quanto la volontà di compiere semplicemente il proprio lavoro possa anche costare duramente, vogliamo testimoniare la nostra profonda vicinanza agli avvocati della Turchia, rivolgendo al Consiglio nazionale forense del nostro Paese la richiesta di voler rappresentare questo nostro sentimento al Consiglio nazionale forense turco”, chiedono le associazioni di categoria.

L’arresto - Lo scorso 11 giugno infatti la polizia turca ha messo le manette a un settantina di avvocati che erano in protesta proprio contro la condotta violenta delle stesse forze dell’ordine. In particolare i legali mettevano in risalto i comportamenti tenuti dalla polizia in occasione dello sgombero forzato dei manifestanti antigovernativi di piazza Taksim. La notizia ufficiale dell’arresto era stata diffusa dall’organizzazione degli avvocati ''Contemporary Lawyers Association''. ''La detenzione degli avvocati da parte della polizia dovrebbe dare l'idea del regime democratico in cui viviamo'', con queste parole l'Associazione degli avvocati con sede ad Ankara ha commentato la triste vicenda. Secondo le testimonianze, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione sgominando una protesta organizzata dagli avvocati all'interno della procura di Caglayan, a Istanbul. La manifestazione dei legali era proprio contro l’arresto, avvenuto nei giorni precedenti, di altri colleghi, oltreché contro la violenza senza precedenti dimostrata dalla polizia durante gli scontri coi manifestanti.

Atto antidemocratico - Secondo le tre sigle dei commercialisti italiani, quello che sta accadendo in Turchia, nello specifico il coinvolgimento dei professionisti arrestati, rappresenta un insieme di atti molto gravi che “calpestano i principi della democrazia e della libertà e costituiscono un’intollerabile violazione del diritto alla difesa di ogni cittadino e del diritto, per gli avvocati, di esercitare la professione, rappresentando i loro assistiti in piena libertà, senza dover subire ritorsioni e intimidazioni”.

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