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Insediamento e obiettivi - Ieri è stato il giorno dell’insediamento della Commissione di studio per la riforma della legge fallimentare del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Del nuovo organismo sono entrati a farne parte magistrati, accademici e professionisti che si adopereranno per avviare un processo di dialogo con l’apposita Commissione. Quest’ultima, a sua volta, avrà il compito di elaborare proposte di interventi di riforma e di riordino della disciplina delle procedure concorsuali istituita presso il Ministero della Giustizia.
Il quadro generale - I Consiglieri nazionali aventi delega alle procedure concorsuali, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, hanno messo in evidenza che la neonata Commissione “si offre di interloquire, con approccio propositivo, con quella di nomina ministeriale. Non può essere trascurata la circostanza che gli attori principali della vicende che ruotano attorno alle crisi di impresa, sono i magistrati da un lato e i commercialisti dall’altro, quest’ultimi impegnati nei differenti ruoli di consulenti, attestatori, curatori e commissari”.
Le posizioni della categoria – Quali sono, in sostanza, le posizioni della categoria in merito alla decisione della squadra esecutiva di riformare la disciplina delle procedure concorsuali? Per dare una risposta a un simile quesito sono nuovamente intervenuti i due consiglieri delegati, Ruscetta e Vigani, secondo i quali le intenzioni del governo risultano sostanzialmente positive, anzi l’approccio che se ne intravede risulta, a loro dire, “senza dubbio interessante e per certi versi condivisibile”. I due consiglieri aggiungono inoltre che “la legge n. 3/2012, relativa alla sistemazione del sovraindebitamento del soggetto non fallibile non è certo un esempio di perfezione di tecnica legislativa e un intervento di modifica in quell’ambito appare quanto mai necessario”. Tuttavia vi sono degli aspetti che meriterebbero ulteriori riflessioni, come ad esempio le norme relative agli istituti di composizione negoziale della crisi di impresa e quelle inerenti al concordato. In riferimento alla riscrittura di siffatte regole, Ruscetta e Vigani sottolineano la necessità di procedere con cautela confrontandosi in maniera costante con gli operatori del settore. “Si tratta di istituti che hanno subito negli ultimi anni continui aggiustamenti a causa del mutato contesto economico, nell’esigenza di garantire la continuità dell’esercizio dell’attività di impresa. Le prassi in uso si differenziano sensibilmente a seconda dei territori e ad oggi esistono pochi orientamenti condivisi che possano condurre ad un’applicazione uniforme da parte dei giudici – affermano i due consiglieri nazionali - La riscrittura delle norme potrebbe in questo caso incidere sulle certezze acquisite nel corso degli ultimi anni, il che rende quanto mai opportuno un dialogo continuo e propositivo con coloro che devono formulare le proposte di modifica”.
Insediamento e obiettivi - Ieri è stato il giorno dell’insediamento della Commissione di studio per la riforma della legge fallimentare del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Del nuovo organismo sono entrati a farne parte magistrati, accademici e professionisti che si adopereranno per avviare un processo di dialogo con l’apposita Commissione. Quest’ultima, a sua volta, avrà il compito di elaborare proposte di interventi di riforma e di riordino della disciplina delle procedure concorsuali istituita presso il Ministero della Giustizia.
Il quadro generale - I Consiglieri nazionali aventi delega alle procedure concorsuali, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, hanno messo in evidenza che la neonata Commissione “si offre di interloquire, con approccio propositivo, con quella di nomina ministeriale. Non può essere trascurata la circostanza che gli attori principali della vicende che ruotano attorno alle crisi di impresa, sono i magistrati da un lato e i commercialisti dall’altro, quest’ultimi impegnati nei differenti ruoli di consulenti, attestatori, curatori e commissari”.
Le posizioni della categoria – Quali sono, in sostanza, le posizioni della categoria in merito alla decisione della squadra esecutiva di riformare la disciplina delle procedure concorsuali? Per dare una risposta a un simile quesito sono nuovamente intervenuti i due consiglieri delegati, Ruscetta e Vigani, secondo i quali le intenzioni del governo risultano sostanzialmente positive, anzi l’approccio che se ne intravede risulta, a loro dire, “senza dubbio interessante e per certi versi condivisibile”. I due consiglieri aggiungono inoltre che “la legge n. 3/2012, relativa alla sistemazione del sovraindebitamento del soggetto non fallibile non è certo un esempio di perfezione di tecnica legislativa e un intervento di modifica in quell’ambito appare quanto mai necessario”. Tuttavia vi sono degli aspetti che meriterebbero ulteriori riflessioni, come ad esempio le norme relative agli istituti di composizione negoziale della crisi di impresa e quelle inerenti al concordato. In riferimento alla riscrittura di siffatte regole, Ruscetta e Vigani sottolineano la necessità di procedere con cautela confrontandosi in maniera costante con gli operatori del settore. “Si tratta di istituti che hanno subito negli ultimi anni continui aggiustamenti a causa del mutato contesto economico, nell’esigenza di garantire la continuità dell’esercizio dell’attività di impresa. Le prassi in uso si differenziano sensibilmente a seconda dei territori e ad oggi esistono pochi orientamenti condivisi che possano condurre ad un’applicazione uniforme da parte dei giudici – affermano i due consiglieri nazionali - La riscrittura delle norme potrebbe in questo caso incidere sulle certezze acquisite nel corso degli ultimi anni, il che rende quanto mai opportuno un dialogo continuo e propositivo con coloro che devono formulare le proposte di modifica”.
Insediamento e obiettivi - Ieri è stato il giorno dell’insediamento della Commissione di studio per la riforma della legge fallimentare del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Del nuovo organismo sono entrati a farne parte magistrati, accademici e professionisti che si adopereranno per avviare un processo di dialogo con l’apposita Commissione. Quest’ultima, a sua volta, avrà il compito di elaborare proposte di interventi di riforma e di riordino della disciplina delle procedure concorsuali istituita presso il Ministero della Giustizia.
Il quadro generale - I Consiglieri nazionali aventi delega alle procedure concorsuali, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, hanno messo in evidenza che la neonata Commissione “si offre di interloquire, con approccio propositivo, con quella di nomina ministeriale. Non può essere trascurata la circostanza che gli attori principali della vicende che ruotano attorno alle crisi di impresa, sono i magistrati da un lato e i commercialisti dall’altro, quest’ultimi impegnati nei differenti ruoli di consulenti, attestatori, curatori e commissari”.
Le posizioni della categoria – Quali sono, in sostanza, le posizioni della categoria in merito alla decisione della squadra esecutiva di riformare la disciplina delle procedure concorsuali? Per dare una risposta a un simile quesito sono nuovamente intervenuti i due consiglieri delegati, Ruscetta e Vigani, secondo i quali le intenzioni del governo risultano sostanzialmente positive, anzi l’approccio che se ne intravede risulta, a loro dire, “senza dubbio interessante e per certi versi condivisibile”. I due consiglieri aggiungono inoltre che “la legge n. 3/2012, relativa alla sistemazione del sovraindebitamento del soggetto non fallibile non è certo un esempio di perfezione di tecnica legislativa e un intervento di modifica in quell’ambito appare quanto mai necessario”. Tuttavia vi sono degli aspetti che meriterebbero ulteriori riflessioni, come ad esempio le norme relative agli istituti di composizione negoziale della crisi di impresa e quelle inerenti al concordato. In riferimento alla riscrittura di siffatte regole, Ruscetta e Vigani sottolineano la necessità di procedere con cautela confrontandosi in maniera costante con gli operatori del settore. “Si tratta di istituti che hanno subito negli ultimi anni continui aggiustamenti a causa del mutato contesto economico, nell’esigenza di garantire la continuità dell’esercizio dell’attività di impresa. Le prassi in uso si differenziano sensibilmente a seconda dei territori e ad oggi esistono pochi orientamenti condivisi che possano condurre ad un’applicazione uniforme da parte dei giudici – affermano i due consiglieri nazionali - La riscrittura delle norme potrebbe in questo caso incidere sulle certezze acquisite nel corso degli ultimi anni, il che rende quanto mai opportuno un dialogo continuo e propositivo con coloro che devono formulare le proposte di modifica”.