28 febbraio 2026

Procedure concorsuali, la proposta dei Giovani commercialisti

L’UNGDCEC propone ai Tribunali un Protocollo d’intesa per aprire ai giovani professionisti

Autore: Redazione Fiscal Focus

Con un comunicato stampa del 27 febbraio 2026, l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (UNGDCEC) ha reso nota la predisposizione di un Protocollo d’intesa da proporre, attraverso le proprie Unioni territoriali, alle Sezioni procedure concorsuali dei Tribunali italiani, con l’obiettivo di favorire un più ampio accesso dei giovani professionisti agli incarichi conferiti dall’Autorità giudiziaria nelle procedure di crisi e insolvenza.

L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato dall’invecchiamento progressivo della categoria e dalla riduzione della componente anagrafica più giovane, come evidenziato dalle analisi della Fondazione Nazionale dei Commercialisti e dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni. A ciò si aggiunge, secondo l’Unione, la persistenza in diverse sedi di prassi che tendono a concentrare le nomine su un numero ristretto di professionisti, nonostante il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza richiami i principi di trasparenza, rotazione ed efficienza.

“Mettiamo dunque a disposizione dei territori uno strumento operativo per rendere più accessibile il circuito degli incarichi giudiziali, nel rispetto delle esigenze degli uffici e della qualità delle procedure”, afferma il presidente dell’UNGDCEC, Francesco Cataldi, secondo il quale “trasparenza e rotazione devono tradursi in prassi verificabili, che consentano anche ai giovani competenti di maturare esperienza”.

Il Protocollo disciplina criteri e modalità di conferimento degli incarichi di curatore, commissario giudiziale, liquidatore e ausiliario, introducendo la figura del “Giovane Professionista”, definito come iscritto all’Elenco ex art. 356 CCII con meno di 43 anni e non più di tre nomine pregresse. Per questa platea è previsto un inserimento progressivo nelle procedure, a partire da quelle meno complesse fino a quelle più articolate, anche attraverso affiancamenti e la possibilità di nomina come coadiutori.

Secondo il vicepresidente dell’Unione, Federico Giotti, il documento “tiene insieme il quadro normativo e la realtà delle prassi locali, offrendo un modello replicabile e adattabile”. L’obiettivo è fornire alle Unioni territoriali un supporto concreto nel dialogo con i Tribunali, così da uniformare i criteri e rendere effettiva la turnazione.

Tra gli impegni richiamati nel testo figura anche l’attenzione alla parità di genere nell’attribuzione degli incarichi, con l’intento di garantire un equilibrio coerente con la composizione delle diverse fasce professionali. “Garantire opportunità eque, anche rispetto al genere meno rappresentato, significa rendere il sistema delle nomine più moderno e trasparente”, sottolinea la consigliera Carolina Rumboldt.

Il Protocollo punta, inoltre, su formazione, gradualità e affiancamento come leve per far crescere nuove competenze senza abbassare gli standard qualitativi. “Definire criteri chiari e un percorso di accesso progressivo consente di ampliare la platea dei nominabili e di rafforzare, nel tempo, la qualità della gestione delle procedure”, evidenziano, infine, i consiglieri Enrico Lombardo e Roberto Gennari.

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