3 giugno 2013

Liberalizzazioni: intervengono Cup e Pat

Le professioni sono ok. Concretizzare le misure esistenti e cambiare mentalità di chi amministra.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’audizione alla Camera - Lo scorso venerdì, presso la commissione Attività produttive della Camera dei deputati, le professioni regolamentate del nostro Paese hanno avuto modo di esporre la propria posizione in merito a temi scottanti quali sono quelli concernenti la liberalizzazione delle attività economiche e la riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese. Si sono infatti recati in audizione a Montecitorio il presidente del Comitato unitario delle professioni nonché leader dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, e il presidente delle Professioni di area tecnica già guida del consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano.

Il parere del Cup - I due massimi rappresentanti del contesto ordinistico della Penisola hanno ribadito, in maniera chiara e compatta, l’idea che sui due temi citati l’Italia abbia fatto già degli enormi passi avanti, sui quali non sarebbero necessari gli ulteriori interventi auspicati invece dall’Unione europea. A sottolineare questo punto è stato il presidente del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che presso la Commissione Attività produttive della Camera dei deputati rappresentava l’intero comparto che fa riferimento al Cup. “In tema di liberalizzazioni ho subito precisato che nonostante le raccomandazioni dell'Unione Europea di due giorni fa non ci sembra il caso di andare oltre. I parlamentari sembravano molto interessati al ruolo sussidiario che potrebbero svolgere le professioni nel processo di semplificazione amministrativa”, ha chiarito senza mezzi termini la Calderone, che fu in prima fila all’epoca dell’emanazione della riforma delle professioni ordinistiche. Allo stesso tempo il leader del Comitato unitario ha tenuto a precisare che, se si vuole migliorare e liberalizzare il sistema produttivo, allora bisognerà operare su questioni che stentano a decollare, come ad esempio “quella relativa all'impresa in un giorno che nei fatti non si è mai concretizzata: se non ci sono problemi, di giorni ne servono minimo 69”.

L’intervento del Pat – Il parere di Armando Zambrano non è affatto discorde con quello delineato da Marina Calderone, che peraltro era intervenuta già nei giorni scorsi in risposta alla richieste di intervento pervenute dalla sede comunitaria. Da parte sua, il leader dei professionisti di area tecnica sottolinea quanto sia opportuno “un cambio di mentalità degli apparati burocratici ministeriali e chi ha creato in questi anni la burocrazia non ha la giusta 'forma mentis' per semplificare un apparato burocratico articolato e complesso basato soprattutto sulle procedure a prescindere dai risultati”.

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