31 ottobre 2014

Longobardi: semplificazioni e rischi per gli intermediari

Autore: Redazione Fiscal Focus

Dal 2015 il sistema di dichiarazione dei redditi cambierà in base alle disposizioni introdotte dalla delega fiscale (Legge 23/2014). Riguarderà in prima battuta trenta milioni di contribuenti, in particolare lavoratori dipendenti, pensionati e una buona parte dei lavoratori titolari di redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, che, in caso di accettazione senza modifiche, dovranno solo preoccuparsi di verificare l’esattezza e la completezza dei dati.
È previsto che entro il 15 aprile di ciascun anno l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione online la dichiarazione precompilata, che potrà essere accettata così com’è oppure modificata, rettificando i dati comunicati dall’Agenzia e/o inserendo ulteriori informazioni. Il cittadino può farlo da solo oppure delegare Caf, sostituti di imposta e professionisti.

Il modello 730 pre-compilato, originariamente previsto per semplificare gli adempimenti fiscali, in realtà aumenta gli obblighi a carico dei sostituti d’imposta che si vedranno costretti a trasmettere entro il 7 marzo di ogni anno all’Amministrazione finanziaria le nuove Certificazioni Uniche.
Si ricorda in proposito che sono state introdotte anche sanzioni per il tardivo, mancato o errato invio del CU pari a 100 euro di ammenda per una certificazione spedita dopo il 7 marzo di ogni anno. La stessa penale sarà comminata anche per certificazione omessa o errata, tenendo presente che in tale ultimo caso si può correggere gli errori entro 5 giorni dall'invio senza sanzioni.

A mettere in risalto la problematica è stato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec), nella mattinata del 29 ottobre 2014 presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.
Gerardo Longobardi evidenzia la necessità di avere a disposizione i software e le altre procedure necessarie per trasmettere le certificazioni sin dall’inizio dell’anno.
Longobardi sottolinea che non soltanto sostituti d’imposta e professionisti saranno costretti a lavorare in “condizioni di emergenza”, ma potranno anche “vedersi sanzionati in caso di omesso, errato, o tardivo invio della comunicazione".

Un altro punto evidenziato dal presidente, poi, è quello della responsabilità per il visto di conformità: “se ci sono errori il commercialista è tenuto a pagare le sanzioni, le maggiori imposte e i relativi interessi”. Una norma che non rispetta l’articolo 53 della Costituzione: ”tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. La capacità contributiva è del cliente e non del professionista che lo rappresenta.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy