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Da oggi e sino al prossimo 2 febbraio rimarrà in pubblica consultazione, per accogliere suggerimenti ed osservazioni, il documento “Approccio metodologico alla revisione legale affidata al Collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni”, predisposto dal CNDCEC e pubblicato sul sito istituzionale.
Redatto a cura del Gruppo di Lavoro “Sfida Qualità” del Consiglio, sotto la guida dei Consiglieri Delegati alla Revisione Legale, Raffaele Marcello e Antonio Borrelli, e con il coordinamento di Raffaele D’Alessio, il documento – che si compone di ben 334 pagine – nasce con l’intento di offrire uno schema logico-operativo ed un insieme di strumenti pratici che siano di supporto allo svolgimento dell’incarico di revisione ed alla risoluzione delle problematiche ad esso connesse, qualora, nelle imprese di piccole e medie dimensione, la funzione di revisore legale sia affidata al collegio sindacale.
Forte del suo lungo ed accreditato impegno nel settore della revisione legale e della sua fattiva partecipazione all’iter legislativo che ha inciso sulla materia recependo le due direttive 2006/43/CE (attuata con il D.Lgs. 39/2010 – Testo Unico della Revisione Legale) e 2014/56/UE (attuata con il D.Lgs. 135/2016), il Consiglio Nazionale, con il documento così elaborato, ha dunque inteso strutturare un manuale operativo in cui sono dettagliate le diverse fasi dell’attività richiesta dalla revisione, rapportandole alla concreta realtà, anche con richiamo a numerosi casi pratici.
Lo ha destinato a commercialisti ed esperti contabili che si trovino a ricoprire contestualmente il ruolo di sindaco-revisore, in particolare in piccole e medie imprese, nelle quali il raccordo con la normativa generale sulla revisione – soprattutto i principi di revisione internazionali (ISA Italia), elaborati in considerazione delle grandi imprese – risulta più difficile.
Come si legge nelle premesse del documento, il volume sostituisce integralmente il documento “L’applicazione dei principi di revisione internazionali (ISA Italia) alle imprese di dimensioni minori”, pubblicato dal Consiglio Nazionale nel 2015, essendo state apportate numerose modifiche, le principali delle quali riguardano il manuale del controllo qualità, la fase di identificazione e valutazione del rischio e, infine, i programmi di lavoro relativi alle procedure di validità. Le carte di lavoro, che nel precedente documento erano inglobate nel testo, sono state inoltre tutte portate fuori, riviste e rese disponibili in file separati così come la loro tassonomia.
Dopo i primi tre capitoli, dedicati rispettivamente alle istruzioni d’uso del volume, alle fonti normative ed al quadro concettuale della revisione legale, il documento prosegue trattando, in capitoli separati, i seguenti argomenti: il processo di revisione; l’ accettazione e mantenimento dell’incarico; l’indipendenza e l’obiettività della funzione; la lettera di incarico; la documentazione del lavoro di revisione; la strategia generale della revisione; la significatività; gli elementi probativi e procedure della revisione; l’identificazione e valutazione del rischio intrinseco; l’individuazione e valutazione del rischio di controllo; la valutazione del rischio di errori significativi a livello di bilancio e di singola asserzione; le risposte generali di revisione; il campionamento; le procedure di analisi comparativa; le conferme esterne; la revisione delle stime contabili; le parti correlate; i saldi di apertura; le attestazioni della direzione; gli eventi successivi; la continuità aziendale; la conclusione del lavoro e la valutazione degli errori; la relazione di revisione; il controllo della qualità del lavoro di revisione contabile.
L’introduzione di quest’ultimo capitolo, in particolare, si è reso indispensabile – si rivela nell’introduzione del testo - alla luce delle pressioni della professione sulla concreta attuazione della norma prevista dall’art. 20 del D.Lgs. 39/2010.
Gli obiettivi dei quali si è tenuto conto nella elaborazione del documento sono stati, principalmente: offrire ai sindaci-revisori un sicuro riferimento per il controllo della propria attività, superando il pregiudizio che li vuole, da un lato, più avvantaggiati rispetto ai soli revisori in quanto anche organi societari e, dunque, più direttamente a conoscenza delle vicende della società per cui svolgono la loro funzione, e, dall’altro, meno pratici nell’uso delle carte di lavoro; fornire criteri per la definizione dei corrispettivi per la revisione e l’individuazione dei requisiti di indipendenza richiesti dalla funzione; fornire ragionati strumenti ed indicazioni operative, in particolare per la concreta attuazione del controllo qualità; alimentare il dibattito professionale internazionale sul controllo della qualità.
Completano il documento, costituendone tuttavia testi separati forniti a suo corredo:
La metodologia emergente dal volume, sarà inoltre proposta al Ministero dell’Economia e delle Finanze quale possibile schema di riferimento rispetto al quale effettuare le valutazioni demandate dall’art. 20 del D.Lgs. 39/2010 in tema di controllo della qualità degli incarichi di revisione.
L’auspicio dei Consiglieri Nazionali delegati alla materia, Marcello e Borrelli, è – come si legge, infine, nell’introduzione del volume - quello di aver reso un servizio utile alla categoria, colmando l’indubbio gap riferibile alla scarsa frequentazione di metodologie basate sul risk approach, che da moltissimi anni, invece, sono conosciute e applicate dalle società di revisione, sebbene nella consapevolezza che il documento non sia da solo sufficiente a risolvere tutti i problemi operativi che i professionisti incontrano nei loro incarichi di revisione.