11 ottobre 2013

Niente confini per professionisti Ue

Il Parlamento europeo approva la tessera di riconoscimento delle qualifiche professionali: via alla mobilità.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il riconoscimento e la tessera - Grandi novità sono arrivate questa settimana sul fronte dei professionisti e della loro mobilità entro i confini dell’Unione europea. Il Parlamento comunitario ha infatti approvato mercoledì la direttiva europea che semplifica il riconoscimento delle qualifiche di un professionista che si sposta in un Paese Ue diverso da quello di appartenenza. Le informazioni che attestano l’abilitazione professionale del soggetto verranno recuperate tramite un’apposita tessera elettronica europea.

La card e le professioni - Nello specifico, l’assemblea plenaria del Parlamento Ue ha approvato con 596 voti favorevoli, 37 no e 31 astenuti, l’introduzione della card che permetterà di esercitare la 'professione regolamentata' in qualsiasi Stato dell’Unione. La carta di ‘riconoscimento’ delle qualifiche e delle abilitazioni professionali entrerà in circolazione entro un paio d’anni, in quanto successivamente all’approvazione formale da parte del Consiglio Ue e alla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, a ciascuno Stato verranno riconosciuti due anni al fine di recepirla nelle legislazioni nazionali. Una prima applicazione diretta riguarderà solo sette professioni regolamentate in tutti i ventotto Paesi dell’Unione europea, quali appunto medici, infermiere, ostetriche, farmacisti, dentisti, veterinari e architetti. Dopo una prima applicazione la card elettronica potrà estendersi a tutte le altre 'professioni regolamentate'.

L’obiettivo e gli effetti
- L’obiettivo è quindi quello di migliorare l’esperienza professionale, rendendole mobili e flessibili, dando vita a programmi comuni di formazione e a percorsi di pratica riconosciuti entro i confini Ue. Nello specifico, con l’introduzione di questo tesserino elettronico di riconoscimento delle qualifiche professionali, si intende promuovere un’utile agevolazione a quei professionisti che vogliano trasferirsi all’estero per incrementare la propria carriera lavorativa. In sostanza, un professionista potrà quindi esercitare in un altro Stato Ue avendo compiuto tutte le procedure di riconoscimento e abilitazione nel proprio Paese di origine. A tal proposito è intervenuta la parlamentare europea, la socialista francese Bernadette Vergnaud, secondo la quale questo tesserino “può essere un importante simbolo ed un vero strumento di cittadinanza europea”, permettendo quindi di bypassare il forte ostacolo linguistico.

Accenni applicativi – Per concludere, sarà quindi il Paese di origine a fornire le tessere professionali qualora il periodo di lavoro all’estero risulti di breve durata; al contrario, nel caso in cui si verificherà un trasferimento di pratica, il rilascio verrà effettuato dallo Stato ospitante. Poi, sempre secondo quanto stabilito dalla direttiva europea che ha trovato applicazione mercoledì, sarà interdetto dall'esercitare la professione in tutti gli altri Stati membri dell'Unione europea quel personale medico e paramedico che abbia subito azioni disciplinari o condanne a sanzioni penali nel loro Paese; ciò implica che il tempo massimo entro il quale l'adozione della sanzione adottata dall'autorità nazionale competente dovrà essere comunicata a tutti gli altri partner dell’Unione non potrà superare i tre giorni.

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