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L’approvazione - Il Senato ha approvato ieri il provvedimento inerente l’organizzazione delle professioni non regolamentate. Grande soddisfazione ha generato un tale risultato tra chi caldeggiava, già da maggio, il passaggio di una siffatta norma. A esprimersi in termini di fiducia nei confronti della disposizione che si sta avviando verso la propria naturale conclusione parlamentare, è la relatrice del testo, la senatrice del Pd, Anna Rita Fioroni. "Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione quest'oggi in Senato del disegno di legge che riprende in pieno il ddl da me presentato già nel 2009 sulle professioni non organizzate in ordini o collegi – ha dichiarato la Fioroni - Ora non resta che il passaggio alla Camera, che mi auguro avvenga prima della fine della legislatura".
Le figure professionali interessate - Il parere della relatrice Fioroni è che un siffatto provvedimento possa migliorare le condizioni operative di più di tre milioni di lavoratori, che nel maggiore dei casi risultano essere altamente qualificati. Tra queste figure che verranno salvaguardate si individuano comunicatori, biotecnologi, interpreti, webmaster, consulenti informatici, antropologi, fisici e amministratori di condominio. ''Queste professioni – continua la senatrice del Pd - hanno dato vita, nel corso del tempo, ad autonome associazioni professionali rappresentative di tipo privatistico che non sono riconosciute ed è per tale ragione che l'approvazione di questo provvedimento consentirà ora a molti professionisti di ottenere un'identificazione ufficiale della loro attività. E' inoltre fondamentale ricordare che il riconoscimento di queste professionalità non è importante solo per i lavoratori, tutt'altro".
Il libero mercato – Lungi dal voler costituire delle categorie professionali di serie B, una siffatta normativa va a inserirsi nei processi di liberalizzazione che coinvolgono altresì il mercato professionale. "La facile individuazione dei percorsi di competenza dei professionisti non organizzati da parte dei consumatori destinatari delle prestazioni permette a quest'ultimi di usufruire di un'offerta di servizi di superiore qualità, corrispondenti a quelli effettivamente richiesti, in un regime di libero mercato. In quest'ottica - conclude Anna Rita Fioroni - la tutela del consumatore si inserisce nell'ambito del principio della libera concorrenza di origine europea".