9 gennaio 2013

Nuovo governo: parola ai professionisti

Agevolare il lavoro e ridurre i costi pubblici, la ricetta della Calderone.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il punto della Calderone - Ancora una volta Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, nonché leader del Cup, ha preso la parola per fare il punto sullo stato di crescita economica e sociale nel quale si trova il nostro Paese. Il parere della guida delle categorie professionali regolamentate è che il futuro governo debba principalmente interessarsi del mondo del lavoro, agevolando le imprese oltreché i lavoratori.

Attenzione al mondo del lavoro
- “Le aziende sono in sofferenza e appare ancora lontana quella che potrebbe essere la ripresa effettiva della piena attività. Peraltro, riteniamo anche che gli attuali provvedimenti in materia di riforma del mercato del lavoro non incentivino sufficientemente la ripresa della produttività. Mancano infatti interventi importanti per ridurre il peso della pressione fiscale e per ridurre il peso del costo del lavoro”. Con queste parole il presidente della categoria dei consulenti del lavoro e del Cup, Marina Calderone, analizza lo stato attuale del Paese, elaborando quelli che appaiono alla stregua di utili spunti per la squadra che fra poco più di un mese salirà al governo. Il parere del presidente è che “nell'agenda del prossimo governo al lavoro dovrà essere dedicata un'attenzione prioritaria perché le aziende soffrono, soffrono i lavoratori, soffrono i territori”.

Le riforme da mettere in cantiere – Non poche sarebbero, secondo Marina Calderone, le manovre riformatrici che il prossimo team esecutivo sarà chiamato a proporre e attuare. In particolare, la guida dei consulenti del lavoro ritiene che molte di queste, di carattere strutturale, dovrebbero intervenire al fine di imprimere un’evidente modifica e riduzione al peso dei costi pubblici. “Mi riferisco – conclude il presidente del Cup - a tutto ciò che inerisce alla pubblica amministrazione, alle sovrastrutture dello Stato, ai costi della politica, a costi diretti e indiretti a carico della collettività ma riferiti a privati come avviene nel mondo dell'associazionismo. Credo che si sia persa una grande occasione per intervenire radicalmente in alcuni settori che gravano pesantemente sul bilancio dello Stato. Senza per questo dare adeguati servizi o utilità ai cittadini”.

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