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Una presa di posizione chiara da parte dell’ODCEC di Roma in merito alla responsabilità dei professionisti nell’attestazione dei piani di risanamento, che dev’essere valutata con attenzione, distinguendo i professionisti che hanno svolto il proprio ruolo in modo errato e che giustamente devono essere perseguiti da quelli che svolgono tale attività con la massima attenzione, nei confronti dei quali spesso in maniera “leggera” sono state aperte indagini penali.
E’ quanto evidenziato dal presidente dell’ODCEC di Roma Mario Civetta. Nel suo intervento, durante un convegno che si è svolto ieri a Roma presso l’Avvocatura Generale dello Stato, simposio organizzato dall’Odcec di Roma - Commissione Procedure Concorsuali, Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Giurisprudenza, Tribunale Civile di Roma - Sezione Fallimentare e Cosmec.
La predisposizione dei “principi di attestazione dei piani di risanamento”, è stato un primo passo sulla via che consentirà di qualificare meglio il ruolo, le attività e soprattutto le responsabilità dell’attestatore. Il presidente dell’ODCEC di Roma evidenzia la consapevolezza della presenza di attestatori “leggeri”. Professionisti che, soprattutto nella prima fase di entrata in vigore della norma, hanno svolto il proprio ruolo in modo errato. Questi devono essere biasimati ed espulsi dal mercato. Ma siamo ugualmente consapevoli che la Categoria è ricca di bravi e seri professionisti nei cui confronti talvolta in maniera “leggera” sono state aperte indagini penali.
Per realizzare un mondo professionale sempre più credibile e autorevole, è anche nostro interesse che vengano colpiti giustamente e in maniera forte soltanto i professionisti che sbagliano. Nell’interesse della giustizia e della legalità, a cui tutti noi teniamo, è necessario evitare che - in maniera indiscriminata - si crei una sorta di “responsabilità a priori” nei confronti dei professionisti che svolgono una determinata attività, ha concluso Mario Civetta, presidente dell’Ordine capitolino.