18 febbraio 2014

Omessi versamenti. Proposta dei commercialisti

Da Odcec Siracusa Proposta di Legge “Modifiche al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, concernenti sanzioni per reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”
Autore: Redazione Fiscal Focus

La proposta - In questo periodo di profonda crisi, le imprese hanno sì bisogno di misure normative che le proiettino verso al crescita e lo sviluppo, quanto anche di soggetti e organismi che si attivino al fine di sostenere le proposte a favore dell’intero comparto imprenditoriale. Proprio in virtù di una simile consapevolezza, l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Siracusa ha deciso di promuovere una iniziativa volta a “dare un contributo alla soluzione di un problema particolarmente sentito dai contribuenti in questo delicato momento di grave crisi economica e finanziaria”, quale è appunto quello degli omessi versamenti in campo d’Iva. Si tratta, a ben vedere, della Proposta di Legge (Atto Camera dei Deputati n. 1863) “Modifiche al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, concernenti sanzioni per reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”, presentata proprio ieri presso la sede dell’Ordine siciliano.

I sostenitori -
Primo firmatario della proposta di legge è stato il deputato del partito democratico Sofia Ammoddio, che si è fatta portavoce delle richieste di imprenditori e commercialisti anche nella veste di membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. L’auspicabile intervento è stato altresì illustrato dal dottore commercialista Salvatore De Benedictis, che si è soffermato sulla valenza della proposta che mira ad alleggerire le conseguenze penali degli omessi versamenti dell'Iva dichiarata e delle ritenute certificate.

Il punto del presidente –
Anche il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della città siciliana, Massimo Conigliaro, ha fatto il punto sulla situazione attuale e su come questa potrebbe evolversi proprio grazie all’approvazione della suddetta proposta di legge. Considerando che la soglia attuale per ogni periodo d’imposta è pari a cinquantamila euro, questo limite sta però generando diverse azioni penali a carico di molti contribuenti che si trovano nell’impossibilità rispettare i termini di versamento sia per l’Iva che per le ritenute fiscali, tenendo comunque presente che in entrambi i casi vi sono state delle regolari dichiarazioni. In merito a ciò, il presidente Conigliaro ha sottolineato che “la giurisprudenza più recente ha mostrato le lacune della norma attualmente in vigore e, con pronunce di segno diverso, la Cassazione Penale ha giudicato – talora assolvendo ed in altri casi condannando - i contribuenti che per crisi di liquidità non hanno potuto assolvere agli obblighi tributari per avere, magari, privilegiato i pagamenti in favore dei dipendenti. L’anomalia di tale situazione è costituita dal fatto che la rateizzazione dell’iva dichiarata e delle ritenute certificate, seppur prevista dalla legge in tema di riscossione, non rileva ai fini penali. Ed il pagamento in ritardo, anche di un solo giorno, costituisce reato! La proposta di legge dell’On. Amoddio, che intendiamo promuovere e sostenere, si prefigge di posticipare il momento consumativo del reato rispetto a quello attualmente previsto, consentendo la rateizzazione del carico tributario e prevedendo la rilevanza penale della condotta soltanto in caso di decadenza dalla riscossione. La proposta è semplice, immediata, diretta, ragionevole e risponde ad una esigenza largamente avvertita in un momento di conclamata crisi economico finanziaria: insomma avrebbe tutti i requisiti per essere approvata trasversalmente senza particolari difficoltà. Faremo la nostra parte affinché ciò avvenga in tempi ragionevoli”.

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