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Ci siamo quasi.
Il 30 giugno i professionisti diventeranno, da un giorno all'altro, più ligi al dovere di pagare le imposte e saranno giudicati un po' meno evasori e ladri. Il legislatore impone loro da quella data, l'obbligo del POS per importi superiori ai 30 euro e così il problema dell'evasione fiscale è, seppur parzialmente, risolto. Se avessimo saputo che era così facile contribuire in tal senso ci saremmo adoperati prima vantandoci oggi di aver contribuito singolarmente e non come professionisti al servizio delle imprese e del cittadino, a risolvere i problemi di bilancio pubblico della nostra "Azienda Italia" . Avremmo evitato così di produrre un enorme quantitativo di carte, ricorsi al TAR, comunicati stampa, ribadendo ancora una volta che le manovre di governo mirano esattamente all'esatto opposto, avremmo evitato di diffondere campagne NO POS, avremmo evitato di accusare ingiustamente gli improvvisati legislatori del momento di partorire un continuo legiferare a favore degli istituti di credito, avremmo evitato di diffondere scuse banali quali, ad esempio, che se l'obbligo è di legge è la legge stessa che deve dare ai professionisti gli strumenti affinché il POS sia non un costo per lo studio ma una risorsa nell'ottica della lotta all'evasione fiscale. Avremmo censurato i colleghi che facendo, ogni tanto non sempre, i conti con le proprie entrate ( poche, sempre meno ) le proprie uscite ( molte, sempre di più ) e crediti verso clienti ( per lo più inesigibili con rilevanza impositiva piena perché impossibile considerarli perdite ) pensano che girare il costo dell'apparato, del costo operazione, del costo di movimentazione bancaria , del costo per invio periodico dell'estratto conto specifico ai propri clienti, quei pochi che ancora riusciamo a tenere in studio con le rassicurazioni che mai faremo azioni di recupero se periodicamente ci beneficeranno di un simbolico obolo, si raggiunga la non rilevanza economica sulla propria tasca sempre più leggera di contanti e sempre più piena di speranze ed attese nell'incasso. Avremmo sicuramente contestato ed isolato l'ordine degli architetti che si sono rivolti al TAR del Lazio considerando l'applicazione della normativa vessatoria e costosa.
Ogni Ordine professionale avrebbe invece camminato parallelamente e compatto a fianco del legislatore nell'ottica che in questo tavolo legislativo dove i professionisti vengono coinvolti sempre di più e in modo rilevante alla stesura delle normative perseguendo il solo scopo di risolvere i problemi sociali senza distinzione di idee, pareri, consigli, nella consapevolezza del grande valore riconosciuto e cioè la sudditanza nei confronti di quei politici che stanno a capo di commissioni governative di studi legislativi e scrigni di governo solo per dinastia politica, incontri al bar del tipo " al posto giusto al momento giusto" o, ancora peggio, scelti con giochini on line al quale può partecipare l'uomo di cultura ma anche, nell'ottica della parità , lo studente, il disoccupato alla ricerca disperata di qualsiasi occupazione o il cassa integrato che finalmente potrà urlare il proprio dolore per la condizione che vive. E che poi a questi ruoli occorra, forse, una competenza specifica, una vera e propria scuola politica è come idee una cosa in più, fare polemica sterile, perché " tutto si può fare se si vuole", anche il legislatore!