8 maggio 2012

Previdenza e rapporti tra generazioni: il punto dell’Aidc

In occasione dell’Assemblea dei Delegati della Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti, l’Aidc esprime il proprio parere in merito alla riduzione dell’aliquota minima per i pensionati attivi.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il punto - Anche l’Aidc, come altre associazioni di categoria, pone un punto di riflessione sulla questione inerente la riduzione dell’aliquota minima di contribuzione soggettiva da riconoscere ai pensionati che ancora svolgono attività professionale. In particolare, il focus dell’associazione si pone proprio in occasione dell’Assemblea dei Delegati della Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti che sarà chiamata a decidere su tale argomento.

Il parere Aidc – Secondo l’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, la proposta di ridurre tale aliquota contributiva non è del tutto inutile se considerata “necessaria a fronteggiare un fenomeno di ‘fuoriuscita’ anticipata dei colleghi pensionati (comportamento che peraltro contestiamo alla radice). Se tale è, occorre che il rischio concreto (o potenziale) sia ponderato alla luce dei dati che il Consiglio di Amministrazione avrà premura di fornire ai colleghi delegati”. Ciò detto, in ogni caso, l’Associazione auspica che non si lascino i delegati abbandonati a loro stessi, anzi che si pensi di fornirli di adeguate informazioni in merito. “E’ opportuno fare ulteriore cultura sul tema e presentare il provvedimento in tutte le sue componenti”, dichiara la sigla sindacale per mezzo di una nota. Il fatto è che accanto a tale proposta non bisogna chiudere gli occhi su possibili, quanto certamente esistenti, vie alternative. L’intento non è quello di alimentare aride polemiche in seno alla categoria, che già sta vivendo dei momenti davvero critici, bensì quello di trovare una soluzione che favorisca lo scambio e il confronto intergenerazionale.

L’auspicio – Quel che si augura l’Aidc è che l’Assemblea dei Delegati, più che un momento decisionale, si riveli come lo spazio del confronto nel quale approfondire in maniera ulteriore l’argomento. “La nostra Associazione – spiega la nota - ritiene anche non meno importante che la proposta in questione sia inserita in un unico contesto con le altre misure ancora da adottare e che dovranno avere come fine ultimo l’adeguatezza delle prestazioni, anche alla luce dei risultati conseguiti, sia sul piano legislativo (legge Lo Presti), che su quello concreto delle risorse disponibili (aliquota 4% sine die del contributo integrativo). Inoltre appare altresì opportuno che la stessa proposta, ove condivisa, sia applicabile solo alla maturazione di un primo supplemento o al superamento di un limite di età che tenga conto dei vari istituti previdenziali attualmente vigenti”.
In conclusione, l'Aidc precisa che nel settore previdenziale della categoria "vadano decisamente respinte tutte le ipotesi, ventilate negli ultimi giorni, di concorrenza con l’altro ente di previdenza di categoria, in quanto già da lungo tempo dovrebbe ritenersi acquisito il principio di legge che gli iscritti all’Albo, ove abilitati alla professione di Dottore Commercialista, non potranno che avere un unico ente di riferimento, ovvero la Cassa di Previdenza ed Assistenza dei Dottori Commercialisti".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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