19 novembre 2012

Previdenza forense: il sì dei Ministeri

Approvata la riforma della Cassa forense dal MLPS, dal MEF e dalla Giustizia.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Riforma approvata - La categoria forense ha una riforma previdenziale. Il nulla osta da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia, dopo il parere positivo del dicastero della Giustizia, è giunto lo scorso venerdì. In sostanza, il Regolamento delle prestazioni e dei contributi che la Cassa forense adotterà per raggiungere l'obiettivo di stabilità a cinquant’anni come richiesto dalla legge 'Salva Italia' è stato approvato con grande soddisfazione da parte del Ministero guidato da Elsa Fornero, che ha inoltrato apposita missiva all’ente di previdenza degli avvocati esprimendosi proprio in merito agli ottenuti “requisiti di sostenibilità cinquantennale".

La Cassa forense
– Il parere della Cassa è stato immediatamente manifestato dal presidente, Alberto Bagnoli, che ha sottolineato l’importanza di una siffatta tempestiva approvazione pervenuta dalle sedi ministeriali. "Possiamo serenamente affermare di aver realizzato un sistema previdenziale virtuoso, adatto a una professione autonoma e indipendente - ha commentato il presidente Bagnoli - e, grazie alla riforma già adottata nel 2009, che ci ha permesso di assicurare un equilibrio trentennale, non siamo stati costretti a chiedere agli avvocati, già colpiti da una pesante crisi reddituale, ulteriori, gravosi sacrifici".

I punti della riforma - In sostanza, il testo prevede una contenuta maggiorazione della contribuzione soggettiva obbligatoria dal 14% al 15% entro il 2021, contestuale al fatto che il contributo integrativo rimarrà invariato al 4% del volume d'affari Iva. “Siamo certi – continua il leader dell’istituto di previdenza - che in questo modo saremo in grado di garantire un sereno futuro previdenziale a tutti gli avvocati iscritti e, in particolare, alle giovani generazioni". Altre novità riguardano l'aliquota unica per il calcolo delle pensioni, che è stata posta all'1,40% e agganciata alle tavole di sopravvivenza specifiche della categoria. Inoltre la base reddituale di riferimento verrà costituita dalla media di tutti i redditi professionali dichiarati durante l'intera vita lavorativa, fino al tetto pensionabile. Per quel che concerne l’aliquota del contributo soggettivo, la riforma stabilisce che questa si attesterà al 14% dal 1° gennaio 2013, al 14,5% dal 1° gennaio 2017 e al 15% dal 1° gennaio 2021, ciò in modo da coincidere con l'entrata a regime dell'età pensionabile a 70 anni. Poi, in relazione al contributo integrativo, il testo approvato conferma la percentuale del 4% del volume di affari Iva e la contribuzione modulare, che è stata stabilita dall'1% al 10% del reddito professionale dichiarato, verrà considerata totalmente facoltativa e sarà volta al finanziamento di una quota di pensione calcolata con il sistema contributivo. Per concludere, non è stato previsto alcun intervento sui trattamenti pensionistici la cui erogazione è in corso, a parte ovviamente il contributo di solidarietà del 7% a carico dei pensionati che continuano a svolgere attività professionale. .

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