14 febbraio 2014

Previdenza: nuova tutela per esperti contabili

Gli esperti contabili saranno obbligati a iscriversi alla Cnpr
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il protocollo d’intesa - Gli esperti contabili, qualora non siano ancora abilitati dottori commercialisti, dovranno obbligatoriamente iscriversi alla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. A stabilirlo è il protocollo d’intesa al quale sono addivenuti in questi giorni i due leader degli enti previdenziali ai quali fanno riferimento gli iscritti della categoria. Renzo Guffanti, per la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, e Paolo Saltarelli, per la Cnpr, hanno quindi sottoscritto un accordo finalizzato da dare indicazioni certe in merito al trattamento previdenziale disposto per gli esperti contabili, ribadendo altresì l’obbligo d’iscrizione anche per i dottori commercialisti e per i ragionieri commercialisti alla rispettiva Cassa. Per quel che concerne gli esperti contabili, considerando il suddetto obbligo, secondo il protocollo questi professionisti, una volta abilitati dottori commercialisti, quindi essendosi iscritti alla sezione A dell’albo, dovranno iscriversi alla Cnpadc.

Il punto – La soddisfazione dei due enti è stata chiara, in quanto il protocollo d’intesa si pone alla stregua di un punto d’incontro che possa fare chiarezza sulla questione previdenziale legata agli esperti contabili. Il documento firmato sia da Guffanti che da Saltarelli sarà ben presto presentato ai Ministeri vigilanti ai fini dell’emanazione degli specifici provvedimenti. Intanto in merito all’accordo è intervenuto anche il presidente dell’Adepp, Andrea Camporese, sottolineando come l’intesa vada a supplire una chiara “carenza normativa che rendeva incerto un quadro anche ai fini dei calcoli attuariali. La collaborazione tra Casse, le sinergie, le iniziative di sistema restano il cuore dell'attività svolta dall'Adepp in un momento di forte sofferenza dei professionisti". Il risultato ottenuto è quindi considerato un traguardo positivo al quale le due Casse della categoria sono addivenute di pari passo, quasi tenendosi per mano come molti, da anni, auspicavano. Renzo Guffanti, il numero uno dell’ente previdenziale dei dottori commercialisti, analizzando questa recente vittoria, ha chiarito che si è al cospetto di un “risultato che prima ancora di andare nella direzione di far trarre vantaggio all’una o all’altra struttura dà soprattutto il senso della responsabilità e della capacità di lavorare e collaborare per arrivare a dare completa certezza previdenziale a tutti gli iscritti all’unificato Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Noto con piacere che la stessa unità di intenti, la stessa capacità di essere responsabili e produttivi viene da due enti previdenziali, che come è noto, sono privatizzati. Ancora una volta si è esplicata la capacità, da parte dei liberi professionisti, di fare una gestione responsabile dei propri aspetti previdenziali". Sulla medesima linea d’onda è anche il suo collega della Cassa dei ragionieri, Palo Saltarelli, incline a mettere in risalto “l’importanza dell’intesa e lo spirito costruttivo che l’ha contraddistinta. Ora la ‘palla’ passa ai ministeri vigilanti per trasferire in una legge questo accordo nel più breve tempo possibile e per dare certezza previdenziale agli esperti contabili a oltre sei anni dalla nascita dell’albo unico e di questa nuova e giovane figura professionale. Desidero personalmente ringraziare Andrea Camporese che, quale presidente dell’Adepp, ha avuto un ruolo di stimolo e supporto in questa attività”.

Umori di categoria – Dalla categoria intanto si è levata la prima voce favorevole, quella appunto dell’Associazione nazionale commercialisti presieduta da Marco Cuchel. Il parere della sigla sindacale è risultato abbastanza positivo, denso di plauso per l’obiettivo raggiunto. Dal canto suo, Marco Cuchel ha tenuto a precisare come questo accordo si sia presentato quale prova tangibile di “responsabilità e di attenzione nei confronti del futuro previdenziale di tutti gli iscritti all’Ordine unificato, è una buona notizia e rappresenta il primo importantissimo passo, in più occasioni sostenuto e fortemente auspicato dall’ANC, del percorso da compiere per garantire la sostenibilità dell’ente Cassa Ragionieri”. Tenendo conto che il documento verrà presto inoltrato ai Ministeri vigilanti, il presidente dell’Anc ha concluso sottolineando come a questo punto spetti “al Legislatore, mettendo da parte indecisioni e attendismi, tradurre sul piano normativo il risultato che è stato raggiunto, per il quale l’ANC, in questi anni, si è fattivamente impegnata nel cercare di sensibilizzare la politica e le istituzioni”.

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