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La riunione straordinaria - Domani si terrà l’incontro straordinario tra i presidenti delle casse aderenti all’Adepp guidata a sua volta dal numero uno dell’INPGI, Andrea Camporese. L’Associazione rappresenta ben diciannove casse private che si riuniranno per discutere sul proprio futuro, mettendo a punto una strategia finalizzata a contrastare, durante il passaggio parlamentare, il concreto pericolo circa l’aumento delle imposte sulle rendite finanziarie previsto dalla legge di stabilità. Un rischio che, come sostiene il presidente dell’Unagraco, Giuseppe Diretto, pende su circa due milioni di professionisti sparsi lungo tutta la Penisola.
Il problema - In sostanza, la sigla sindacale della categoria ricorda che “all’origine del problema l’aumento dell’imposta dal 20 al 26% sulle rendite finanziarie previsto da un provvedimento legislativo azzardato, in totale antitesi con gli indirizzi europei ed il rispetto di una cultura previdenziale, e che ha messo ancora di più in crisi gli enti previdenziali, assimilandoli in questo modo a normali operatori o ancora peggio agli speculatori finanziari”. Ciò detto, appare quanto mai chiaro che il pericolo coincide con l’eventualità che venga liquidato l’intero portafoglio di titoli di Stato, avente un valore di 800 milioni di euro, e con il possibile trasferimento di un siffatto ingente ammontare su altri fronti di investimento. È chiaro quindi che le diverse categorie professionali siano infastidite da simili decisioni e, per quel che concerne i commercialisti, l’Unagraco è pronta a fare la voce grossa a difesa del futuro della categoria.
La miopia istituzionale – “È del tutto evidente la miopia istituzionale di un legislatore che non sa fare alcuna programmazione macro economica tanto meno in un settore – quello previdenziale - che ormai definirlo al collasso sembra un eufemismo. Gli Enti previdenziali privati sono assimilati dallo stato agli enti pubblici, ma trattati come i peggiori speculatori privati, dai quali poter solo prelevare tassazione, lasciandoli per tutto il resto al loro destino”, scrive Diretto. E si tenga altresì presente che il lavoro delle casse di previdenza è totalmente gratuito per lo Stato, nonostante questi enti svolgano un’attività prevista dalla Costituzione. Le Casse infatti trattano previdenza obbligatoria raccogliendo i contributi degli iscritti per un ammontare che supera i 60 miliardi di euro, senza alcuna agevolazione tributaria.
Il futuro – “Questa legislazione avrà come conseguenza per il futuro – e per i giovani – pensioni molto più basse con la conseguenza che i montanti contributivi - già fortemente penalizzati dall’abbassamento dei redditi prodotti e dalla necessità per le casse di dover far fronte al debito latente del precedente sistema retributivo - subiranno una ulteriore flessione verso il basso a causa dell’aumento della tassazione sui risultati degli investimenti effettuati grazie alla legge di stabilità”, scrive ancora il numero uno dell’Unagraco. Il parere di Diretto è che al governo italiano poco interessi il futuro economico e previdenziale del Paese. Se una siffatta situazione dovesse procedere senza che intercorra una giusta e sana virata, allora le nuove generazioni ne faranno le spese. Tutto ciò mentre le categorie di privilegiati che hanno raggiunto rendite di posizioni non sono assolutamente toccate, continueranno a godere benefici e a vedere inalterato il proprio status. “La contraddizione evidente è che questa politica dovrebbe essere quella pensata da una classe dirigente fortemente ringiovanita, ma che sembra non aver perso il vecchio vizio di tartassare piuttosto che programmare. BENVENUTO FUTURO REMOTO!!”, conclude Diretto con amara ironia.