15 marzo 2016

Prime riflessioni su un sistema creditizio che cambia

Autore: Antonietta Bruno

Si evidenziano regole e si palesano nuove strategie operative nel corso del convegno studi dedicato agli “Strumenti di finanza innovativa e opportunità per la crescita delle PMI” organizzato dall’UMG di Catanzaro, in collaborazione con la locale ODCEC, la Federazione ODCEC Calabria e Basilicata, l’Unindustria Calabria, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti e la CONSOB.

Nuove strategie per superare le difficoltà che ci sono e sembrano ancora di difficile soluzione almeno nella realtà calabrese dove ancora problematico risulta essere il concetto di rete, e dove le imprese, nella maggior parte dei casi piccoli, fanno fatica ad utilizzare i nuovi strumenti di finanza alternativa quali possono essere i mini bond o le cambiali. Un sistema creditizio che cambia e che andrebbe accompagnato, e questa è anche la sintesi messa in evidenza da tutti gli intervenuti, attraverso l’utilizzo di sistemi di mitigazione del rischio di credito nei confronti della banche quali potrebbero essere il medio credito centrale o la garanzia pubblica piuttosto che quella privata dei confidi.

Tutte problematiche da affrontare adeguatamente e che alimentano quella strana ma vera riflessione, riferita alla maggior parte delle imprese esistenti sul territorio, che “il piccolo oggi non è più bello”. Conclusioni queste, che secondo il moderatore Valerio Donato che ha presieduto e concluso i lavori dell’incontro con gli esperti, ha così sintetizzato: “Si tratta dei primi momenti di riflessione da parte del legislatore che è ancora parsimonioso nell’introdurre degli strumenti che agevolino una finanza alternativa. Questa ovviamente non è soltanto una fase capace di non incidere sugli strumenti, ma probabilmente è il prodotto di un’ evoluzione rapida dei sistemi statali, di mercati e delle relazioni commerciali, e quindi è capace anche di determinare degli squilibri per questa ragione penso che l’attenzione del legislatore ad introdurre con parsimonia questo tipo di nuovi strumenti, sia imputabile anche alla difficoltà di rinvenire degli equilibri capaci di sostituire i precedenti e di accompagnare lo sviluppo in una maniera congrua”.

“Non c’è dubbio – ha aggiunto Donato - che esistono delle difficoltà di sistema, ma sopperire alle difficoltà attraverso sistemi alternativi è difficile nel senso che richiederà più tempo e la necessità di verificare gli effetti che questo tipo d’ impostazioni può determinare sui rapporti non soltanto economici, ma anche funzionali. Questo incontro ha dunque lo scopo di diffondere la conoscenza sull’esistenza di questi strumenti tra i professionisti e gli operatori giuridici, gli operatori commerciali e tutti i protagonisti del mercato, la conoscenza più approfondita potrebbe arrivare ad incrementarne l’uso. Oggi sono diversi i sistemi utilizzati a volte anche miseramente da parte delle Pubbliche Amministrazioni influenzate della redistribuzione della ricchezza”.

“Tutto ciò – ha poi concluso - ha avuto anche un’ incidenza notevole sulle relazioni commerciali perché l’impresa e il finanziamento è animato dall’esigenza di attendersi un ristoro dell’investimento, ma vi sono alcune attività che sono altamente rischiose in termini d’ investimento e per i quali molto spesso l’investimento unitario da parte di un unico soggetto o pochi soggetti non è capace di recuperare il capitale quindi è molto spesso utilizzato per utilità economiche che non hanno l’obiettivo principale di una remunerazione del capitale ma d’ implementare l’innovazione che costituiva ancora una volta un compito fondamentale dello stato nel secolo scorso e che lo Stato oggi non è più capace di reggere perché i costi della ricerca e dell’ innovazione sono così significativi e hanno una ricaduta di lungo periodo che il debito pubblico non potrebbe più ricoprire”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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