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Oggi il Professional Day - Finalmente il grande giorno è arrivato. I professionisti appartenenti a Ordini e collegi si incontreranno oggi a Roma in occasione del secondo Professional Day organizzato dal Cup, dall’Adepp e dal Pat. Migliaia di altri colleghi, poi, avranno modo di assistere agli interventi tramite postazioni in videoconferenza allestite nei vari presidi locali. Le elezioni politiche a distanza di pochi giorni fanno sì che il meeting appaia come vera e propria fucina di proposte da inoltrare direttamente ai candidati, oltreché presentarsi come momento di riflessione condivisa e largamente partecipativa. Lo stesso presidente del Cup, Marina Calderone, ha sottolineato l’importanza strategica di questo giorno, inteso alla stregua della “vigilia di una fase cruciale. Con le elezioni i cittadini sceglieranno i politici e il progetto per uscire dalla crisi. Noi ci proponiamo di far dialogare i cittadini, che entrano in relazione con i professionisti, con la politica. L'obiettivo è dare voce a chi non ne ha”. Dal mondo politico e istituzionale, “oltre alla presenza del Ministro della Giustizia, Paola Severino, interverranno Angelino Alfano (Pdl), Cesare Damiano (Pd), Giorgia Meloni (Fratelli dìItalia), Maurizio Sacconi (Pdl), Maurizio Gasparri (Pdl), Renato Brunetta (Pdl), Stefano Fassina (Pd), Giovanni Maria Flick ((Italia Concreta - Gruppo Bruno Tabacci), Gianni Alemanno (sindaco di Roma), Michele Emiliano (sindaco di Bari), Massimo Zedda (sindaco di Cagliari), Gaetano Quagliariello (Pdl)”.
I punti importanti del Cup – Il Comitato unitario delle professioni non ha alcuna intenzione di trasformare l’evento in una mera esposizione di inutili e poco fertili promesse elettorali, delle quali i professionisti (e gli italiani) ne han piene le tasche. Oggi sarà il giorno delle proposte fattive e delle richieste concrete su questioni quali lavoro, salute, scuola, giustizia, ambiente e riqualificazione urbana, “tutti gli indicatori individuano in questi temi altrettanti freni allo sviluppo del sistema Paese, senza che finora si sia trovata una soluzione efficace. 9 milioni e mezzo di processi pendenti, 130.000 prescrizioni nel penale, 47.000 posti nelle carceri per oltre 65.000 detenuti sono solo alcuni numeri che rendono evidente l'emergenza cronica”. “Sottoporremo il nostro manifesto al test di fattibilità, ne valuteremo gli effetti, con un monitoraggio che non può essere solo ex post. Tra 100 giorni ci ritroveremo con un'altra manifestazione. Vogliamo sempre più rappresentare le istanze dei cittadini che incontriamo nei nostri studi”, continua la Calderone. In sostanza, le professioni coinvolte nei temi citati chiedono, alla luce del rispettivo impegno giornaliero, “un loro diretto coinvolgimento in termini di analisi, proposte e operatività sia fondamentale per ripristinare il rispetto dei principi fondamentali della Costituzione”.
Uno sguardo ai giovani - A ciò va poi ad aggiungersi il desiderio di individuare una strada comune che vada verso una maggiore comprensione e un sempre più aperto e trasparente dialogo tra categorie professionali e istituzioni statali, soprattutto per quel che concerne i giovani che sono chiamati a investire sulla formazione e sulla specializzazione prima di ogni possibile ambizione e carriera. Proprio sui giovani si è ampiamente soffermato il leader del Cup. “Il problema è aiutare i giovani a fare rete e trovare opportunità. Come consulenti del lavoro stiamo progettando una community in modo da far incontrare domanda e offerta di lavoro. Per i giovani in particolare stiamo lavorando a un progetto, con il sostegno della Cassa, per facilitare il passaggio degli studi professionali”. E con una nota condivisa, i professionisti aggiungono che “previdenza e lavoro sono vasi comunicanti. Non c'è previdenza senza lavoro: per questo i professionisti italiani devono essere sostenuti in tutta la loro vita lavorativa. Con un regime fiscale adeguato si possono liberare risorse da investire per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese e del lavoro. Mondo del lavoro che ha urgente bisogno di semplificazione e sburocratizzazione, ma anche della diminuzione della pressione fiscale sulle aziende, affinché possano assumere nuovi lavoratori: l’attuale costo del lavoro soffoca le realtà produttive del tessuto economico italiano”.In definitiva, come già ribadito nei giorni scorsi, il presidente dei professionisti italiani sottolinea l’irrinunciabile necessità di ripristinare il ruolo sociale delle professioni.
La previdenza secondo l’Adepp – Come abbiamo visto, anche l’Adepp è tra i soggetti promotori dell’evento che si terrà oggi nella sede capitolina. I punti posti alla ribalta dall’Associazione riguardano ovviamente il comparto previdenziale e assistenziale, già fortemente minato negli scorsi mesi. “Il sistema previdenziale privatizzato dei professionisti è un modello di efficienza e di sviluppo per l'intero paese. Ci basterebbe che la politica ne prendesse atto e si comportasse di conseguenza, non chiediamo ponti d'oro ma solo una fiscalità equa, intelligente e di prospettiva”, ha spiegato il presidente dell’Adepp, Andrea Camporese, che allo stesso tempo chiede sgravi fiscali agli istituti di previdenza privati. Non si tratterebbe però di una richiesta fine a se stessa, in quanto la controfferta degli enti privati sarebbe quella di fornire servizi di sussidiarietà allo Stato adottando saldi vantaggiosi per entrambi i soggetti. Se il nuovo governo, quindi, toglierà i limiti impositivi ad oggi vigenti, “noi libereremo subito energie per sviluppare una previdenza/assistenza che segue il professionista dall'ingresso nel mondo del lavoro alla pensione”, assicura l’Adepp. Camporese ha poi analizzato i programmi dei diversi candidati, individuando una maggiore attenzione alla previdenza rispetto a quella dimostrata in passato. Il motivo potrebbe essere la nuova consapevolezza generata dalla presenza massiccia dei professionisti nei diversi ambiti produttivi del Paese. “I professionisti dell'Adepp sono più di due milioni, calcoli famiglie e indotto e si arriva a sei milioni di persone: il 10% del Paese, in termini di Pil anche di più”, per non parlare poi del saldo per la finanza pubblica degli enti privati di previdenza, che è quanto mai attivo. “La fiscalità sulle Casse rappresenta 3/400 milioni, un'inezia per lo Stato. Ma quello che facciamo, e che soprattutto potremmo fare, vale multipli”. Pertanto l’auspicio è che si finisca per optare sulla scelta politica che risulti più intelligente e adatta alle esigenze delle Casse.