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La qualità e i professionisti - Lavoro e previdenza, questi sono stati due dei grandi temi affrontati ieri in occasione del secondo Professional Day indetto da Cup, Adepp e Pat. Si è trattato di un incontro al quale hanno preso parte personalità di spicco del mondo professionale, avvalendosi altresì di fruttuosi interventi da parte di istituzioni e politici. Proprio per queste ragioni, come lo stesso ministro della Giustizia ha sottolineato, il Professional Day non è stato un appuntamento esclusivamente dedicato ai professionisti, ma un’occasione di confronto e dialogo dalla quale hanno potuto trarre importanti riflessioni anche coloro che si relazionano col mondo professionale tutti i giorni pur non appartenendovi. Questo perché, adottando nuovamente le parole di Paola Severino, “un professionista di qualità è un professionista vincente”.
Puntare sulla qualità - Ma come incrementare questa qualità? Ebbene, la ricetta dei professionisti si avvale di sue essenziali ingredienti: la riduzione del costo del lavoro e l’attenzione alla questione previdenziale riducendo la pressione fiscale delle Casse.
Ridurre il costo del lavoro – Anche in questo ambito i professionisti pretendono concretezza, non promesse vane. Gli interventi per la riduzione del costo del lavoro dell'8% proposti dal Cup sono quattro. In primo luogo, risulterà necessario revisionare le tariffe di rischio Inail, poi sarà opportuno designare una nuova destinazione per le risorse accumulate con il fondo di tesoreria del tfr e con l'utilizzo del 20% delle risorse recuperate dalla lotta all'evasione fiscale e infine il governo dovrà impegnarsi a ridurre uno dei capitoli della spesa pubblica. Tali piccole manovre interesseranno 13 milioni di lavoratori, implicando una riduzione di circa 12 miliardi e 500 milioni di euro. Questa è la proposta della Calderone che intende candidare “le professioni a un ruolo che è socialmente rilevante, e cioè quello di farsi portavoce delle istanze di chi non ha voce e anche indurre la politica a fare delle riflessioni di sistema e di lungo periodo, perché certamente l’Italia non ha bisogno di facili promesse ma invece dell’impegno di tutti gli attori sociali”. Una ricetta importante, quella espressa dal Cup, che non può non comprendere una riflessione sulla sussidiarietà, sul fatto che i professionisti rappresenti una grossa fascia della società civile, sulla necessità di aumentare le partite Iva ‘reali’ e sulla garanzia di poche regole chiare e certe e controlli efficaci. Non si può infatti dimenticare che le categorie contano “2 milioni e 300mila professionisti, con 4 milioni di persone nell’indotto”.
Gli interventi – Sul tema è altresì intervenuto Andrea Camporese, presidente dell’Adepp e co-organizzatore dell’evento. Ridurre la pressione sui datori di lavoro e sui lavoratori autonomi darebbe slancio non solo alla crescita dei professionisti, ma anche a quella dell’economia. La posizione di Camporese si è ampliata poi con le analisi sul tema della flessibilità in entrata e costo del lavoro esposte da Sacconi e Damiano, quali ex ministri del lavoro, e dal senatore Crosetto, leader di "Fratelli d'Italia".
Sgravio fiscale delle Casse – Dopo la riduzione del costo del lavoro, quella sulle imposte a carico delle Casse private di previdenza è stata una questione più tosto ricca di spunti. La casse, come abbiamo visto nei giorni scorsi, sono spesso usate dallo Stato come una sorta di bancomat dal quale acquisire liquidità in un momento particolarmente critico come quello che stiamo vivendo. Ma il principale ruolo degli enti ai quali fanno riferimento le categorie professionali è quello di assistere gli iscritti dal punto di vista previdenziale, sostenendo i giovani e garantendo un trattamento pensionistico agli anziani. In ragione di ciò, la posizione del leader dell’Adepp è che si debba optare per un’immediata riduzione della tassazione delle rendite finanziarie delle Casse di previdenza dei professionisti per recuperare risorse che poi potranno essere erogate agli iscritti come welfare previdenziale.