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La Legge Delega - In parlamento è iniziato l’iter legislativo della riforma delle professioni e, saltato il DDL sulle liberalizzazioni, prendere vigore, in modo più dirompente che mai la proposta di Legge Delega ben più articolata ed esaminata in sede di pre-consiglio, in materia di liberalizzazioni dell’esercizio delle professioni regolamentate. Per diventare Avvocati o Commercialisti, con la nuova riforma potrebbe bastare soltanto un periodo di tirocinio di due o tre anni, dicendo definitivamente addio all’esame di abilitazione.
Nessuna incompatibilità - Tra le novità più rilevanti, verrà eliminata l’incompatibilità tra l’esercizio del commercio e l’esercizio della professione di Avvocato e l’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile, inoltre non vi sarà più neanche incompatibilità con la professione di giornalista professionista. Per tali liberalizzazioni il governo dovrà entro un anno dall’entrata in vigore della legge, adottare uno o più decreti attuativi della stessa. La riforma tuttavia non è esclusiva dei Commercialisti e degli Avvocati, ma abbraccia in linea di massima un pò tutte le professioni regolamentate, in particolare saranno vietate le tariffe fisse o minime, e gli Ordini territoriali non potranno più vietare la pubblicità professionale su “categorie di mezzi di comunicazione”. In riferimento alla pubblicità, il codice deontologico dei Commercialisti già consente la libera pubblicità in riferimento ai titoli, alle specializzazioni, in riferimento allo studio e ai compensi, e in sostanza attualmente il divieto consiste nel non danneggiare l’immagine della professione con informazioni ingannevoli o denigratorie. Ogni valutazione in merito da parte degli Ordini, dovrà essere riferita ad un caso concreto e motivata adeguatamente.
Liberalizzazione delle tariffe - Sui compensi, il Governo ribadisce il divieto dell’obbligatorietà, anche con una mera indicazione, delle tariffe fisse o minime, in merito molti Ordini hanno individuato delle parcelle indicative per dare uniformità di trattamento, viene anche prevista l’esclusione della possibilità che gli ordini verifichino la corrispondenze del compenso al decoro della professione e all’importanza delle prestazione.
L’apertura alle società professionali – Una novità importante contenuta nella proposta di legge, consiste nella introduzione della possibilità di costituire società professionali di capitali al fine di consentire la realizzazione di iniziative economiche congiunte tra professionisti e soci, dunque gli iscritti agli albi professionali, potranno esercitare imprese commerciali e partecipare a più di una impresa.
Addio al numero chiuso - La liberalizzazione prevede l’abbandono del numero chiuso per gli ordini professionali come ad esempio i notai che lo prevedono, e cosi nessun limite potrà essere posto dagli stessi Ordini all’apertura o all’esercizio di attività professionali regolamentate.
Le misure per i giovani – Le misure rivolte agli studenti universitari che vogliono intraprendere le professioni di Avvocato o Dottore Commercialista, comprendono oltre alla ipotesi di abolizione dell’esame di Stato, la possibilità di anticipare durante il corso di laurea avendo maturato i crediti previsti, il periodo di praticantato per l’accesso agli Ordini. Tale misura tuttavia non è nuova almeno per i Commercialisti i quali anno stipulato con il MIUR una convenzione in riferimento alla possibilità di anticipare il praticantato e alla quale gli Ordini territoriali si stanno adeguando. Si vuole anche intervenire sui minimi contributivi previdenziali, che dovranno essere rivisti introducendo misure agevolative come ad esempio misure compensative interne.