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Lo schema approvato al Cdm -La riforma del mondo professionale pare essere sul punto di partenza, in quanto già da giorni circolano fondate notizie sul fatto che il testo possa essere pronto. Intanto lo scorso venerdì il Consiglio dei ministri ha preliminarmente approvato uno schema di regolamento che mira ad attuare i punti dell’articolo 3, comma 5 del D.L. n. 138/11 proponendo un riordino delle professioni ordinistiche a eccezione di quelle sanitarie. Una volta entrato in vigore l’opportuno Dpr, inoltre, verranno abrogate tutte le disposizioni ritenute non compatibili con quelle che siffatto provvedimento introdurrà. Infine, entro il 31 dell’anno in corso l’Esecutivo dovrà ”raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non risultano abrogate per effetto dell’articolo 3, comma 5 bis, del citato Decreto Legge”. Ciò sarà necessario poiché altrimenti potrebbero insorgere conflitti tra le nuove disposizioni e quelle che dovranno necessariamente esser considerate soppresse a partire dal prossimo 12 agosto.
Focus sulla riforma professionale -In sostanza, i punti cardine di questo riordino atteso da quasi un anno riguardano la libera concorrenza, ossia l’impegno da parte degli ordinamenti professionali di controllare che le prestazioni dei singoli rispondano ai requisiti della legittima concorrenza; la riforma si occuperà anche di garantire una presenza diffusa e massiccia dei professionisti lungo tutto il territorio nazionale, nonché una selezione e differenziazione delle offerte di concerto con un’adeguata e competente informazione per i clienti che richiedono il servizio. Ovviamente non verrà toccato l’Esame di Stato, poiché si tratta dell’unico strumento accreditato e di valore che possa permettere l’accesso a una qualsiasi professione regolamentata e che distingua quest’ultima dalle professioni che non rispondono ad Albi o collegi. E proprio per quel che concerne l’accesso dei giovani alla professione, la riforma in arrivo disporrà il divieto del numero chiuso a patto che non emergano particolari esigenze, la formazione continua e la pratica contratta a diciotto mesi dagli originari due anni. Su quest’ultimo punto ancora vi sono dubbi interpretativi, poiché sebbene sia il Miur che il Ministero della Giustizia abbiano chiarito in merito alla non retroattività della norma, alcuno Ordini locali stanno procedendo ad applicarla anche per i tirocinanti che hanno iniziato prima del 24 gennaio 2012, data dell’entrata in vigore del D.L. n. 1 che aveva introdotto siffatta riduzione dei tempi. Infine, con la riforma delle professioni, verrà confermato l’obbligo dell’assicurazione professionale che salvaguarda il professionista e tutela il cliente, nonché la libertà di pubblicità informativa sulla specializzazione, sulla struttura dello studio e sui compensi richiesti. Si evince quindi che il riordino professionale, oltreché proporre nuove prospettive, andrà a lavorare su punti già approvati e introdotti all’inizio del 2012.
Società tra professionisti - Accanto al necessario riordino delle professioni regolamentate, è in procinto di tagliare il traguardo anche il decreto ministeriale volto a disciplinare l’annosa questione delle società tra professionisti. In particolare, tale provvedimento avrà l’onere di fornire chiarimenti agli addetti ai lavori per quel che concerne i limiti che i soci di capitale dovranno rispettare, introducendo la possibilità che venga loro preclusa la partecipazione a più di una società.
Le parcelle degli avvocati – In ultima analisi, è altresì stato annunciato che il Consiglio di Stato sta redigendo un decreto ministeriale tramite il quale definire i parametri che l’autorità giudiziaria dovrà applicare alla liquidazione delle parcelle degli avvocati.