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L’Accesso alle professioni - La Commissione Europea procederà alla valutazione delle normative nazionali che disciplinano l'accesso alle professioni regolamentate, ovvero quelle alle quali l'accesso è subordinato al possesso di qualifiche specifiche o per le quali l'uso di uno specifico titolo è protetto. Queste restrizioni esistono per ottimi motivi, come ad esempio per proteggere il consumatore, tuttavia le stesse condizioni di accesso, troppo restrittive a talune professioni, talvolta possono scoraggiare o addirittura dissuadere i giovani dall'entrare nel mercato del lavoro, inoltre i diversi regimi normativi possono rendere difficile a professionisti qualificati la presentazione di candidature per impieghi in altri Stati membri.
La mappatura delle professioni - Tra le iniziative che sono previste, vi è la realizzazione di una mappatura comunitaria delle professioni per favorire la mobilità e la trasparenza del mercato dei servizi transfrontalieri. La comunicazione attua quanto prescritto dalla direttiva riveduta sulle qualifiche professionali, ogni Stato membro deve trasmettere l'elenco delle professioni regolamentate e la Commissione pubblicherà tale elenco sottoforma di mappa europea che illustrerà tutte le professioni regolamentate per ciascun Paese. Grazie a questo documento il professionista che desideri lavorare in un altro Stato membro sarà in grado di sapere quali sono le condizioni poste da ciascun Paese per il lavoro richiesto, condizioni che possono essere molto diverse da uno Stato all’altro. L’indagine avrà come oggetto le professioni regolamentate subordinate al possesso di qualifiche specifiche, ovvero per il cui esercizio è necessario uno specifico titolo. Ciò nel presupposto che tali condizioni restrittive, rivolte alla tutela dei consumatori, determinano sempre più spesso un effetto disincentivante nei confronti dei giovani che si affacciano sul mercato del lavoro.
Individuazione linee guida comuni - La soluzione a tali problematiche, secondo la Commissione UE, deve ricercarsi nell’individuazione di linee guida comuni, che possano permettere di definire un ambiente normativo più adeguato e trasparente, con conseguenze benefiche per la mobilità dei professionisti all’interno del mercato unico europeo. L’implementazione di tali condizioni, inoltre, avrebbe sicuramente una ricaduta positiva sul fronte occupazionale e sulla crescita economica, tenuto conto che i soli servizi professionali “pesano” per quasi il 9% del PIL europeo.
L’attuazione della direttiva europea - Relativamente alla comunicazione di attuazione a quanto previsto dalla direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali, il primo aspetto messo in risalto è relativo alla trasparenza. Infatti ogni Stato membro sarà obbligato a trasmettere un elenco delle professioni regolamentate nel proprio ordinamento interno, comprese quelle disciplinate su base regionale. Tali elenchi verranno successivamente rielaborati dalla Commissione, con la messa a punto di una mappa europea illustrativa delle professioni regolamentate per ciascun Paese, dettagliata con tutte le condizioni di accesso richieste. Successivamente verranno invitati gli Stati membri a mettere in atto, nell’arco dei prossimi due anni, una valutazione reciproca delle barriere all’ingresso esistenti nei rispettivi mercati professionali. In questa operazione saranno pienamente coinvolte le parti interessate, in particolare quelle che rappresentano i professionisti. Questo consentirà un dialogo fra gli Stati membri che si avvalgono di approcci diversi per esaminare l’impatto di tutti i tipi di restrizioni formali e informali sull’accesso alle attività professionali.