11 febbraio 2013

Professionisti, cittadini d’Europa

Si firmerà oggi a Roma il protocollo tra cinque Confederazioni professionali Ue.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il protocollo - Oggi è il gran giorno per le libere professioni d’Europa che stipuleranno a Roma un protocollo interconfederale per la promozione dell’integrazione e della mobilità dei professionisti entro i confini Ue. Firmatarie dell’intesa saranno cinque confederazioni appartenenti rispettivamente all’Italia, alla Germania, alla Spagna, alla Gran Bretagna e alla Romania. Per il nostro Paese vi parteciperà la Confprofessioni, in rappresentanza dell’intero comparto delle categorie ordinistiche e anche perché è stata una delle maggiori promotrici.

Gli obiettivi – Gli intenti di queste cinque Confederazioni, che oggi si ritroveranno insieme per intavolare un processo di concreta attuazione di quello che è definito il ‘Trattato di Roma sulle Professioni’, si possono individuare nella volontà di creare una rete comune e coordinata tra le categorie professionali europee su questioni condivise quali, ad esempio, la produzione di documenti e le comunicazioni e informazioni tra professionisti in merito a raccomandazioni e osservazioni da manifestare a interlocutori pubblici e privati. Un ulteriore obiettivo è quello di concertare iniziative destinate alla creazione di spazi di rappresentanza e di facilitare i chiarimenti tra i professionisti circa le legislazioni dei diversi Paesi.

Il ruolo di Confprofessioni - La Confprofessioni è stata tra i partner che hanno promosso fin delle origini una simile iniziativa. Si può ben affermare che l’ente guidato da Gaetano Stella ha effettivamente dato vita alle prime forme di network tra le più grosse Confederazioni professionali europee, pertanto si è ritagliato un ruolo di primo piano nella realizzazione del presente Trattato.

La mobilità transnazionale – Gli elementi cardine del protocollo che verrà firmato oggi prevedono, in primo luogo, un controllo costante delle opportunità di finanziamento che offre regolarmente l’Unione europea ai fini della costituzione di partenariati transnazionali per la partecipazione di bandi di gara comunitari. A tal proposito, uno degli intenti manifestati dagli ideatori del protocollo è quello di costruire dei percorsi preferenziali per rendere meno difficile la mobilità transnazionale dei professionisti e di coloro che si accingono a fare ingresso in una qualsiasi delle categorie ordinistiche. Si tratta, in definitiva, di un progetto volto a incrementare e far crescere in maniera forte e resistente il senso di appartenenza all’Ue e l’identità di una comune cittadinanza europea.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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