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La candidatura - Era il 23 marzo quando, in occasione del Congresso Nazionale dell'Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili di Macerata, si era delineata la candidatura a vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Raffaele Marcello, attualmente leader della sigla di categoria. “Continua il percorso di dialogo con il presidente uscente Claudio Siciliotti. La nostra volontà è quella di raccogliere consensi intorno ad un progetto al quale abbiamo sempre creduto: non intendiamo chiudere la porta in faccia a nessuno. Continuiamo a raccogliere adesioni senza preclusioni”, con queste parole Marcello aveva anche reso palese l’intenzione di convogliare la Lista Unitaria Ragionieri verso la componente guidata dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili attualmente in carica. Oggi, alla luce degli eventi degli ultimi giorni, la campagna elettorale è entrata ufficialmente nel vivo e Raffaele Marcello è più che mai convinto delle originarie decisioni.
L’incontro romano coi vicepresidenti - A tal proposito, si è tenuto proprio ieri mattina un incontro generale tra i vicepresidenti dei Consigli degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che appoggiano la corrente del “progetto Marcello”. L’occasione è stata proficua soprattutto per quel che concerne l’individuazione delle linee guida da inserire nelle strategie programmatiche della lista. “L’incontro con i vicepresidenti d’Italia ha validato le linee programmatiche della Lista Unitaria Ragionieri in vista delle prossime elezioni per il Cndcec, approvando l’apparentamento con la lista che fa riferimento all’attuale presidente Claudio Siciliotti”, ha sottolineato lo stesso presidente dell’Unagraco.
Il manifesto della Lista - In sostanza, il parere di Raffaele Marcello è che il proprio progetto altro non rappresenti che la naturale evoluzione di un cammino intrapreso prima “con l’individuazione del leader, poi della squadra, e infine dell’apparentamento. Il nostro manifesto programmatico nasce tenendo conto delle indicazioni della base degli Ordini locali, allo scopo di preparare il domani della nostra professione”. Ovvio che non possono che tener banco, nelle discussioni organizzative, i recenti temi riguardanti la riforma delle professioni, nello specifico i punti del D.P.R. Severino che non hanno convinto a sufficienza i commercialisti e gli esperti contabili e, contestualmente, le disposizioni che invece hanno trovato ampia e soddisfacente accoglienza tra i ranghi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. “La riforma degli ordinamenti professionali – spiega Marcello – modifica in modo tutt’altro che marginale alcune delle attribuzioni tipiche degli Ordini, a cominciare dalle modalità di esercizio della funzione disciplinare. In base a queste innovazioni, appare inevitabile una maggiore interazione tra ‘centro’ e ‘periferia’, soprattutto per quanto concerne quegli Ordini locali di piccole dimensioni che sono inevitabilmente carenti di mezzi finanziari e organizzativi”.